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ELLY SCHLEIN, SEGRETARIA PD

Sono ormai tristemente noti i fatti che riguardano la giovanissima coppia di fidanzati di Catania, la quale, lo scorso 30 gennaio, ha subìto una violentissima aggressione da parte di sette giovani immigrati (anche se il numero potrebbe salire), i quali hanno accerchiato i due ragazzi e, trattenendo il giovane fidanzato diciassettenne, affinché potesse assistere alla straziante scena, hanno stuprato a turno la ragazza, di soli tredici anni, in perfetto stile “Arancia meccanica”.

La vicenda, inoltre, sta negli ultimi giorni prendendo una svolta ancora più macabra, poiché si presume che vi sia stata una premeditazione da parte della gang di immigrati egiziani, i quali pedinavano e osservavano gli spostamenti dei due giovani già da qualche tempo. Tuttavia, ciò su cui ci vogliamo soffermare particolarmente, è l’assordante silenzio e l’assoluta reticenza nel commentare questo drammatico fatto da parte di una certa area di sinistra, che comprende, senza esclusione di colpi, anche la leader democratica, la cara Elly Schlein, oltre che una schiera di presunte femministe facenti parte del movimento “Non una di meno”.

Sia ben chiaro, è noto da tempo che la sinistra condanni platealmente certi abominevoli reati, come in questo caso uno stupro di gruppo, solo se gli artefici di tali atti sono di etnia italiana, ma ci lascia ugualmente perplessi, anzi direi indignati, che la Segretaria del secondo partito italiano non abbia rilasciato alcuna dichiarazione a riguardo, né tramite social, nè tramite stampa.
Elly Schlein ha trovato il tempo per esprimere il suo pensiero per quanto concerne la vicenda del caso Salis, mentre su un accaduto di tale gravità ha espresso un vomitevole silenzio, che, qualora fosse interrotto anche ora, sarebbe tragicamente troppo tardi.

Un silenzio strumentale, che coinvolge anche gran parte delle nazi-femministe, le quali non faticano a ricordarci giornalmente in che paese retrogrado e patriarcale noi viviamo, ma che hanno maggiori difficoltà a riconoscere i danni causati da questi giovanissimi immigrati, figli, loro sì, di una cultura sessista, patriarcale e violenta nei confronti delle donne, le quali vengono equiparate a merce di scambio, senza alcuna autonomia personale, sociale e giuridica.
E’ doveroso ricordare, infatti, che il 40% dei reati di stupro in Italia vengono commessi da immigrati, e su questo, dobbiamo riflettere.

Sconcertanti le parole dei giovani del Pd di Catania, i quali ritengono che lo stupro della 13enne ad opera dei sette egiziani sia “il risultato di una violenza strutturale e di una cultura dello stupro di cui la nostra società è impregnata”. La società italiana e occidentale o la società egiziana e islamica?
Forse i giovani ragazzi democratici dovrebbero schiarirsi le idee e, assieme alla loro leader, assumere un atteggiamento di onestà intellettuale che da tempo è assente negli scranni della sinistra e che, in questa ennesima vicenda, prova del disagio sociale arrecato da molti immigrati, è emerso in tutto il loro vergognoso mutismo.