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MANIFESTAZIONE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE, MANIFESTANTI, MANIFETSTANTE, PROTESTA, VIOLENZA DI GENERE, NON UNA DI MENO, CARTELLO LO STUPRATORE E' IL FIGLIO SANEO DEL PATRIARCATO

Il 30 gennaio a Catania un gruppo di sette ragazzi, anzi – definirli tali è difficile – un gruppo di sette bestie egiziane ha stuprato una tredicenne italiana davanti agli occhi del suo fidanzato. Una giovane donna di tredici anni barbaramente violata nei suoi aspetti più intimi.

I sette egiziani sono arrivati in Italia irregolarmente tra il 2021 e il 2023; erano entrati nel sistema di accoglienza per migranti minorenni non accompagnati e quindi vivevano in una comunità catanese da circa un anno. Dopo l’accaduto tre di essi sono stati portati nel carcere di Catania Piazza Lanza, uno agli arresti domiciliari e altri tre al Centro di prima accoglienza.

Secondo le ricostruzioni, due del branco si sono alternati nel compiere gli abusi, mentre gli altri cinque, oltre ad assistere alla scena, tenevano immobilizzato il fidanzato, picchiandolo e costringendolo ad assistere al macabro atto. Solamente in seguito al secondo abuso, la ragazza è riuscita a trovare la forza di divincolarsi dal suo aguzzino e di fuggire insieme al fidanzato, raggiungendo la frequentatissima via Etnea per chiedere aiuto.

In questo caso il PD tace. Probabilmente non sanno quale ministro attaccare oppure, dato che gli aguzzini erano egiziani, come potrebbe mai il Partito Democratico mettersi contro gli immigrati? Mercoledì 7 febbraio, intanto, davanti alla Prefettura di Catania, si terrà comunque un sit-in dove parteciperanno le donne di Cgil, Udi, la Ragnatela Città felice, Fare stormo – il Cerchio delle donne, Femministorie, ANPI, Memoria e Futuro, Rete Restiamo Umani, Rete Studenti Medi, SUNIA Catania e Sicilia e UDU. Manifesteranno per esprimere preoccupazione in merito alla sicurezza della città, che a loro dire ha intrapreso una “pericolosa discesa sociale, economica ed etica”. Motivazioni incontestabili.

Finora però nessuna traccia del presunto patriarcato e della mascolinità tossica a cui spesso molti
movimenti femministi e la sinistra italiana, fanno riferimento quando si verifica una violenza di genere. I delinquenti non hanno un solo luogo di origine ma è ormai evidente che quando i responsabili delle violenze sono immigrati oppure clandestini, ai progressisti piace travestirsi da pseudo-garantisti. Un costume che sembra non passare di moda.