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Si alza il sipario sul 74° Festival della Canzone Italiana, e se Amadeus pensava di concludere la sua esperienza da direttore artistico della più importante kermesse della musica italiana in grande stile, allora i presupposti sono davvero ottimi.

Nonostante le 30 canzoni in gara e le quasi 7 ore di diretta televisiva, sembra essere un festival dinamico e scorrevole, dove la musica, finalmente, torna ad essere la vera protagonista.

Le pagelle (in ordine di apparizione)

1. CLARA: Conosciuta dagli appassionati della fortunatissima serie Rai “Mare Fuori”, si ritrova tra i big in gara dopo aver vinto “Sanremo Giovani” ma con alle spalle ben tre dischi di platino. “Diamanti Grezzi” si presenta bene, canzone con un bell’arrangiamento orchestrale e dalle sonorità contemporanee. Possiamo considerarla una brava interprete dalla bella vocalità. 6,5

2. SANGIOVANNI: Per la seconda volta al Festival, torna con “Finiscimi”. Un brano nostalgico. Diciamo che le ballad risultano non essere il suo forte. Noioso. 5

3. FIORELLA MANNOIA: Arriva sul palco dell’Ariston con “Mariposa”. Una canzone lei stessa vede come un possibile manifesto dell’orgoglio femminile con un arrangiamento non proprio “alla Mannoia”, dalle sonorità e dai ritmi che fanno pensare subito al sud, alla taranta. Una Fiorella reinventata. Bella proposta per Sanremo. 8

4. LA SAD: Con “Autodistruttivo” si percepisce il loro mondo “emo”. Se il testo in se ha un bel significato, il brano nel complesso non convince. Autodistruttivo di nome e di fatto. 4

5. IRAMA: E’ alla sua quarta partecipazione tra i big. Si presenta con “Tu no”, una ballata intesa che nasce da una storia personale, come lui stesso dichiara. Testo profondo, arrangiamento niente di che, qualcosa di già sentito e credo neanche radiofonico. Bella interpretazione. 6

6. GHALI: Dopo essersi fermato per un anno, debutta in gara a Sanremo con “Casa mia”. Un testo interessante e la sua firma si riconosce nei suoni e nei ritmi. Nel complesso un po’ banale. 5

7. NEGRAMARO: Dopo 19 anni tornano in gara con “Ricominciamo tutto”, una canzone che il leader Sangiorgi vede come “un atto di speranza”. Al primo ascolto sono rimasto un po’ deluso, bell’arrangiamento e interpretazione, ma non convince. Sinceramente da questo ritorno mi sarei aspettato di più. 5,5

8. ANNALISA: Dopo un anno di grandi successi che ne hanno fatto la regina del pop italiano, arriva all’Ariston con una canzone che parla di libertà. “Sinceramente”. Una canzone elettro-pop in linea con i suoi ultimi singoli, dal ritornello che entra subito in testa. Sinceramente mi aspettavo di più, ma lei ormai sa come conquistare il pubblico e se pensiamo alle radio, funzionerà. 7,5

9. MAHMOOD: Si presenta in gara con “Tuta goold”, simbolo di comodità e semplicità, dove però al contempo di può trovare qualcosa di speciale. Con queste queste sonorità e ritmi ha ormai imposto la sua firma. Pezzo energetico soprattutto nel ritornello, ma trovo che ne abbia fatti di più belli. Molto più funzionale per lo stream che per il live. Difficile reggere il paragone con “Soldi”. 5

10. DIODATO: Dopo la sua vittoria con la meravigliosa canzone “Fai Rumore” si presenta con “Ti Muovi”, una ballata dall’arrangiamento tipicamente sanremese, in cui è difficile non riconoscere la firma di Diodato. Un vero cantante e un vero poeta nelle parole e nella musica. Elegante e raffinato. 8,5

11. LOREDANA BERTE’: Torna in gara per la dodicesima volta con “Pazza” e l’Ariston al termine dell’esibizione le regala una meritata standing ovation. Un inno rock alla “consapevolezza che bisogna smettere di odiarsi e all’amore verso noi stessi”, anzi direi più precisamente verso se stessa. Una canzone in cui c’è tutta se stessa, dal ritornello che quando si apre lascia senza fiato. Consapevole di tutto e energia pazzesca. Avevo grandi aspettative su di lei ed ora son tutte confermate. Sono pazzo di lei. 9

12. GEOLIER: Da dominatore della scena musicale dell’ultimo periodo, arriva a Sanremo con “I p’me, tu p’te” creando grandi aspettative. Una canzone rappata totalmente in napoletano e dalle belle sonorità, ma non trovo nulla che mi convinca. A questo punto mi domando cosa possa piacere di lui al grande pubblico. 4

13. ALESSANDRA AMOROSO: Dopo un periodo per lei difficile arriva per la prima volta in gara cin “Fino a qui”, una ballad che parla delle “difficoltà della vita e della capacità di potersi rialzare”. Trovo che Alessandra sia tornata quella di qualche anno fa. Una ballad intima dal sapore romantico, nulla di particolare. Trovo che l’arrangiamento valorizzi molto l’orchestra, peccato che secondo me non abbia cantato molto bene, probabilmente poco aiutata dalla tonalità. 6,5

14. THE KOLORS: Arrivano con “Un ragazzo e una ragazza”, una canzone che mescola funk e disco music e racconta la scintilla di un amore. Testo banale, ma ritmo grintoso. Funzionerà in radio. 6

15. ANGELINA MANGO: Grandissime aspettative per lei che arriva al Festival con “La noia” unendo le firme di Madame e Dardust. Ragazza dallo spiccato talento e dal grande controllo vocale. Vero animale da palcoscenico. Canzone dinamica, coinvolgente, con influssi partenopei e sudamericani. Un ritornello in minore un po’ insolito, davvero coinvolgente e radiofonico. Angelina ha ormai posto le basi per uno stile tutto suo e coinvolgente. Funziona. Sarà hit. 8,5

16. IL VOLO: Tornano all’Ariston per la terza volta con una ballata dal titolo “Capolavoro”. Chi mi conosce sa che non mi hanno mai particolarmente appassionato, però devo dire che questa canzone è veramente bella in tutto. Musica vera. E’ Sanremo. E’ Italia. Credo possano meritare un posto alto in classifica. 8,5

17. BIG MAMA: Dal mondo rap arriva a Sanremo con “La rabbia non ti basta”. Una canzone dal testo interessante, che parla di “trasformazione e riscatto rispetto ad un passato non facile”. Niente male, gran bel ritmo, molto radiofonica. 6

18. RICCHI E POVERI: Tornano tra i big in gara con “Ma non tutta la vita” e decidono, musicalmente parlando, di rifarsi il look. E’ evidente che vogliano tornare in radio ed essere al passo con i tempi, anche se credo sia finita la loro epoca. Bell’up-tempo. 6

19. EMMA: Una veterana del festival, avendolo anche condotto, arriva con “Apnea”. Un testo con la quale “si racconta un sentimento con la quale si sente il bisogno di chiedere scusa, ma che è ancora capace di togliere il respiro”. Si può dire che sia per lei un gran bel ritorno, canzone molto bella che vedrei sicuramente ai posti più alti. 9

20. RENGA E NEK: Tornano in gara a Sanremo insieme con “Pazzo di te”. Due grandi cantanti dalle voci potenti e inconfondibili, ma canzone insignificante. 5,5

21. MR RAIN: Dopo il successo dello scorso anno arriva a Sanremo con “Due Altalene” cantando “un amore che sfida la gravita” come rappresentato dal titolo. Canzone che ha l’idea di essere un po’ piatta, ma efficace. Delicata, poetica ed emozionante, con il tocco della bella mano del maestro Melozzi. 7,5

22. BNKR44: Si presentano a Sanremo con “Governo Punk”. Non ho molto da dire, non mi hanno colpito affatto. Devo dire per niente convincenti. Prova non superata, ma si apprezza la buona volontà e quel pizzico di pazzia. 4,5

23. GAZZELLE: Arriva in gara con “Tutto qui”. Davvero una piacevole ballata, dolce ed emozionale. Una canzone da ascoltare ad occhi chiusi e con l’accendino. Anche se non l’ha cantata benissimo, la approviamo. 7

24. DARGEN D’AMICO: Torna al Festival fotografando la realtà dei migranti con “Onda alta”. Il brano non mi convince, mi riservo un secondo ascolto. 4.5

25. ROSE VILLAIN: Da New York a Sanremo con “Click boom”. Un brano particolare, in quanto parte con una ballata che sembra essere convincente, ma che poi sfocia in un ritornello troppo onomatopeico. A tratti inutile, ripetitivo e noioso. 4

26. SANTI FRANCESI: Dopo il successo di X Factor arrivano al Festival con “L’amore in bocca”. Non credo sia un bell’esordio a Sanremo per loro, un brano che convince poco. Non lascia nessun segno. 4

27. FRED DE PALMA: Arriva a Sanremo per la prima volta con “Il cielo non si tocca”, parlando di una relazione che continua pur essendo finita. Una canzone veloce, senza tregua, che però al primo ascolto risulta essere noiosa. Mi riservo un riascolto. 5

28. MANINNI: Al suo debutto in gara tra i big di Sanremo si presenta con “Spettacolare”, ballata romantica che darà il titolo al suo nuovo album. Il brano non convince, anche se tipicamente sanremese nell’arrangiamento. Sono del parere che quando non si è molto conosciuti si debba trovare una chiave per lasciare qualcosa di particolare. 4,5

29. ALFA: Conosciuto per il successo estivo di “Bellissimissima” arriva a Sanremo con “Vai”, un brano fresco con delle sonorità già sentite, che a tratti mi ricordano quelle di Ed Sheeran. Lo sentiremo. Funziona. 5,5

30. I TRE: Il rapper romano chiude la prima serata del Festival con “Fragili”, un brano pop/rap che parla di fragilità. Purtroppo nulla di appassionante e particolare. 4

Considerando il primo ascolto delle canzoni in gara, tanti sono i brani interessanti e che possiamo definire belli, ma a differenza degli anni scorsi non trovo ancora un brano in particolare che mi lascia senza fiato. Quel brano che ti convince a pieno e che ti lascia quel qualcosa di unico, sconvolgente ed emozionante. Penso a “Fai Rumore” di Diodato nel 2020, a “Zitti e Buoni” dei Maneskin nel 2021 oppure alla meraviglia di “Due Vite” di Mengoni dello scorso anno. E’ difficile reggere il confronto, ma siamo ancora all’inizio e speriamo di “spettinarci” presto.

Al termine della prima serata del Festival di Sanremo, che possiamo considerare più che positiva, un appunto particolare vaproprio a Marco Mengoni per l’impeccabile e disinvolta co-conduzione da vero showman, superando abbondantemente la prova, ma non solo. Nel corso della prima serata, il cantante ha donato al grande pubblico una performance davvero emozionante, dimostrando con un medley di essere un vero artista e di aver scritto nel corso degli anni una canzone-successo più bella dell’altra.

Di Oscar Pennacchi