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Come abbiamo anticipato con certezza per primi in Italia (grazie ad alcune anticipazioni degli amici americani), il giornalista americano Tucker Carlson, ex anchorman di Fox, ha annunciato di aver intervistato il Presidente russo Vladimir Putin. La notizia ha scatenato un forte dibattito negli Stati Uniti tra chi considera l’intervista uno scoop giornalistico e chi accusa Carlson di essere “putiniano”. In un video pubblicato ieri sul suo profilo su X, Carlson ha spiegato le motivazioni per cui ha deciso di intervistare il presidente russo precisando inoltre di aver fatto una richiesta anche a Zelensky e di essere in attesa di una risposta. Anche in Italia non sono mancate le accuse nei suoi confronti di avere posizioni filo russe, eppure etichettare il giornalista conservatore americano come “putiniano” significa non comprendere cosa pensano milioni di americani e cosa accadrà nei prossimi mesi alle elezioni presidenziali. Carlson negli ultimi due anni si è fatto interprete di un’opinione diffusa in una fetta consistente dell’elettorato repubblicano secondo cui la gestione della guerra in Ucraina da parte dell’amministrazione Biden è stata fallimentare. In primis perché non è riuscita a evitare lo scoppio della guerra, in secondo luogo perché a due anni dall’inizio della guerra non si intravede una soluzione diplomatica e una fine del conflitto.

C’è poi un tema professionale. Il fatto di essere il primo giornalista occidentale a intervistare Putin dall’inizio della guerra in Ucraina è uno scoop enorme. Ecco la traduzione in italiano del video in cui Carlson spiega le motivazioni per cui ha deciso di intervistare Putin (qui il video completo https://tuckercarlson.com/why-were-in-moscow/).

Qui sotto il testo integrale dell’annuncio del l’intervista a Vladimir Putin da parte di Tucker Carlson

Siamo a Mosca. Siamo qui per intervistare il Presidente della Russia Vladimir Putin.

Ci abbiamo pensato per vari mesi. Ecco perché abbiamo deciso di farlo:

Perché è il nostro lavoro. Siamo giornalisti. Il nostro compito è informare le persone. Due anni in una guerra che ha ridisegnato il mondo intero su cui molti americani non sono informati. Non hanno idea di cosa stia accadendo in questa regione, qui in Russia o a 600 miglia di distanza in Ucraina. Ma devono saperlo, stanno pagando per molto di questo in modi che non riescono a comprendere appieno. La guerra in Ucraina è un disastro umanitario che ha causato centinaia di migliaia di morti, una intera generazione di Ucraini e ha depopolato la più grande Nazione in Europa ma gli effetti a lungo termine sono ancora più profondi. Questa guerra ha profondamente ridisegnato le alleanze militari e del commercio globali, così come le sanzioni che ne sono derivate. E in totale hanno capovolto l’economia mondiale. L’ordine economico successivo alla seconda guerra mondiale, il sistema che ha garantito prosperità all’Occidente per più di 80 anni sta crollando molto velocemente e con esso il dominio del dollaro americano. Questi non sono piccoli chiaramente, sono cambiamenti che alterano la storia e che definiranno le vite dei nostri nipoti. Molti nel mondo lo hanno capito perfettamente, lo possono vedere. Chiedete a qualcuno in Asia o in Medio Oriente come sarà il futuro e ancora la popolazione delle nazioni anglofone sembra per lo più inconsapevole, pensavo che nulla sia davvero cambiato e lo pensano perché nessuno gli ha detto la verità. I loro mezzi di comunicazione sono corrotti, mentono ai loro lettori e spettatori e lo fanno soprattutto con omissioni. Per esempio, dal giorno in cui la guerra in Ucraina è iniziata i mezzi di comunicazione americani hanno parlato a decine di persone dall’Ucraina e hanno fatto numerose interviste al Presidente Zelensky. Anche noi abbiamo fatto una richiesta di intervista a Zelensky, speriamo accetti ma le interviste che lui ha già fatto negli Stati Uniti non sono interviste tradizionali, sono interviste servili, fatte specificamente per amplificare la richiesta di Zelensky che gli Stati Uniti entrino più a fondo in una guerra nell’Europa dell’est e pagare per questo. Questo non è giornalismo.

È propaganda governativa, è la tipologia più brutta di propaganda, è quella che uccide le persone. Al medesimo tempo, i nostri politici e giornalisti hanno fatto questo: la promozione di un leader stranieri come se fosse un brand di consumo. Nessun giornalista occidentale ha insistito nel chiedere un’intervista al leader dell’altro paese coinvolto nella guerra, Vladimir Putin. Molti americani non sanno perché Putin abbia invaso l’Ucraina nè quali siano i suoi attuali piani. Gli americani invece hanno il diritto di sapere tutto di una guerra nella quale sono coinvolti, e noi abbiamo il diritto di raccontarglielo perché siamo anche noi giornalisti. Il free speech è un nostro diritto da quando nasciamo. Siamo nati col diritto di dire quello in cui crediamo. Questo diritto non può essere tolto a prescindere da chi sia alla Casa Bianca. Ma ci stanno provando in ogni maniera. Circa tre anni fa l’amministrazione Biden ha illegalmente spiato i nostri telefoni i nostri messaggi e hanno inviato ciò che era contenuto ai loro servi nei media. L’hanno fatto perché stavamo organizzando un’intervista a Vladimir Putin. Lo scorso mese eravamo certi che avrebbero fatto lo stesso ma questa volta siamo arrivati a Mosca in ogni caso. Non siamo qui perché amiamo Putin. Siamo qui perché amiamo gli States. E vogliamo che siamo prosperi e liberi. Ci siamo pagati il viaggio da soli. Non abbiamo preso soldi da gruppi o da governi e neppure chiediamo alle persone di pagare per vedere l’intervista. Non c’è dietro nessuna richiesta di pagamento. Ciascuno può liberamente vedere su TuckerCarlson.com l’intervista inedita completa. Elon Musk ha deciso di non censurare questa intervista una volta che l’abbiamo pubblicata su X. E lo ringrazio di questo. I governi occidentali, invece, faranno di tutto per censurare questo video perché loro sono fatti così, non vogliono l’informazione che non riescono a controllare. Ma rimanete tranquilli, non abbiate paura. Questa intervista non vuole farvi portare sulla posizione di Putin, non è nostra intenzione, ma voi dovreste guardarla perché così da cittadini liberi potrete scegliere la posizione migliore.