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Per la grande gioia della sinistra italiana, un recente articolo del New York Times elogia l’operato di
Giorgia Meloni in politica estera.

E’ ancora vivo il ricordo nelle nostre menti di quando all’indomani della vittoria nelle elezioni nazionali del settembre 2022, mentre alcuni politici gridavano al pericolo fascismo, alcune testate estere esprimevano preoccupazioni per la tenuta delle istituzioni europee. Fin da subito la premier italiana ha smentito l’idiozia di tali affermazioni isteriche e il suo operato ha ricevuto approvazione a livello internazionale, anche da chi non è ideologicamente affine, come il caso del New York Times.

“Giorgia Meloni consolida le sue credenziali in Europa”. Questo è il titolo dell’articolo pubblicato dalla testata giornalistica americana di fama mondiale, dove viene applaudito l’operato della Premier soprattutto in sede europea. L’autore, il corrispondente da Roma, evidenzia come l’intermediazione di Giorgia Meloni è stata cruciale nel successo della lunga trattativa tra l’Unione Europea ed il capo del governo ungherese Viktor Orbàn, per l’approvazione dell’ulteriore fondo di 50 miliardi da destinare all’Ucraina.

Accordo che valeva la sopravvivenza e la credibilità stessa delle istituzioni europee, e il suo arrivo ha rilanciato la compattezza sia dei suoi stati membri, ma anche di tutto il mondo atlantico. Viene sottolineato come ciò abbia rappresentato anche una vittoria per la Premier italiana, dal momento che la sua azione è stata cruciale per convincere Orbàn ad accettare un compromesso non scontato e dunque la sua credibilità è uscita notevolmente rafforzata, proprio in quelle istituzioni europee dove all’inizio veniva vista con diffidenza.

L’autore, Jason Horowitz, sostiene di come in un’Europa che vira sempre più a destra, accresce sempre di più l’importanza di leader come Meloni che hanno dimostrato di saper interloquire e trovare soluzioni
a livello comunitario con i leader che appartengono a tale schieramento, con cui molti, imbevuti da stereotipi ideologici, non sanno parlare con il rischio di allontanarli da Bruxelles.

Questo evento è l’ulteriore conferma di come le istituzioni europee abbiano capito di avere a Roma un leader affidabile e necessario per continuare a portare in avanti il progetto comunitario. Viene elogiato dunque il nuovo realismo inaugurato dalla Premier Meloni: sia per il fermo sostegno alla causa Ucraina e sia per guardare a Bruxelles per risolvere i problemi nazionali difficilmente risolvibili autonomamente come le ondate migratorie, compattando e non dividendo gli Stati Membri.

Infine, si sostiene come le prossime elezioni europee rappresentino una grande occasione per Meloni. Il suo lavoro sarebbe strategico per trovare figure di leadership comunitarie condivise dagli stati membri, così da aumentare il peso italiano in queste e avvicinarle alle problematiche reali dei cittadini.