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La seconda puntata del Festival della Canzone Italiana si apre con il Signor Ruggiero Del Vecchio, uno dei protagonisti della trasmissione televisiva “VivaRai2” di Rosario Fiorello. Un’immagine che abbiamo trovato particolarmente tenera e bella. Si legge, tra le righe, un omaggio a tutti i nostri nonni, che a furia di vivere accanto ai più giovani imparano e si sforzano di essere al passo con i tempi cantando le hit del momento.

La puntata scorre con un ritmo più lento rispetto alla prima serata, dovuto soprattutto ai tempi meno serrati, avendo solo quindici brani da ascoltare rispetto ai trenta della prima. Una serata che possiamo definire celebrativa, in cui la co-conduttrice Giorgia involontariamente ma, direi giustamente, si prende la scena, festeggia i 30 anni dal successo di “E Poi” e con il suo medley si conferma essere, come definita dalla rivista statunitense Billboard, “la quarta voce più grande e più bella al mondo”.

Di particolare intensità emotiva l’intervento di Giovanni Allevi, il quale dopo un lungo periodo lontano dalle scene a causa della malattia, si racconta con parole dense di significato e seppur con evidenti difficoltà torna ad emozionare con la sua musica. “Tomorrow” un bel messaggio di speranza che fa subito il giro del web “perché domani ci sia sempre un giorno più bello”. Ecco che arriva il momento dell’ospite internazionale John Travolta, sempre giovanile e carismatico, che dopo aver ricordato i suoi grandi successi, raggiunge Fiorello all’esterno dell’Ariston e si mette in gioco danzando con lui “Il ballo del qua qua”. Momento meme? Sicuramente si.

A differenza della prima serata dove a votare è stata la Sala Stampa piazzando in top five Loredana Bertè, Angelina Mango, Annalisa, Diodato e Mahmood, nella seconda serata la votazione spetta al mondo radio assieme al televoto. Confermati Annalisa, Loredana Bertè e Mahmood, si vanno però ad aggiungere Geolier ed Irama. Prevedibile.

Molti cantanti sembrano essere fortissimi dal punto di vista del gradimento stream e radiofonico. Un aspetto rilevante, ma non di primaria importanza, pur comprendendo il lato commerciale che ruota intorno ad un prodotto discografico. Non dimentichiamo che Sanremo è il festival della canzone, non del cantante. Detto questo, dopo un accurato secondo ascolto confermiamo l’apprezzamento per “Pazza” di Loredana Bertè, che al termine della sua esibizione oltre a ricevere una nuova prolungata ovazione del pubblico, viene applaudita anche dai professori d’orchestra. Merita davvero.

Un occhio di riguardo per la canzone “Capolavoro” del trio “Il Volo”, voci indiscutibilmente forti e sempre precise nelle esecuzioni. Nel solco della tradizione, un sapore italiano nella musica e nel bel canto.

Cosa avremmo evitato? Probabilmente la scelta di Amadeus di far presentare le canzoni dai cantanti non previsti tra le esibizioni della serata e l’ospitata del cast di Mare Fuori.