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Il programma Report, condotto da Sigfrido Ranucci, ha cercato di far luce sui tanti lati oscuri che ancora avvolgono la campagna vaccinale italiana anti-Covid. Sprechi, errori e coperture mediatiche hanno caratterizzato la stagione di Speranza e il comunismo pandemico.

È ancora vivo nelle nostre menti il ricordo di quando furono introdotte pesanti limitazioni alle libertà individuali per i cittadini italiani che non si sottoponevano alla somministrazione delle dosi vaccinali anti-Covid. Il fatto che per continuare a lavorare o a studiare fosse necessario il vaccino ha fatto sì che per milioni di italiani tale decisione sia avvenuta più per imposizione che per scelta. Ciò va unito ad un clima surreale che aveva avvolto l’intera penisola, dove grazie all’aiuto di una martellante campagna dei media per agevolare il consenso delle misure restrittive, si era creato un ambiente che definirlo isterico risuonava, e ancora oggi risuona riduttivo. Non appena un singolo si interrogava sul vaccino – vuoi, ad esempio, per la rapida produzione degli stessi o per il percepire di un clima dittatoriale instauratosi nel Belpaese – esso veniva definito come un mostro negazionista, pericoloso per la salute dell’intera comunità e dunque da eliminare. In quei giorni a causa della propaganda pro Vax, molte famiglie più che dal mutuo, o dai ladri, o dal ritorno della Troika, erano spaventati dal vicino non vaccinato. Ciò è un ulteriore prova di come futuro e passato siano sempre collegati… erano tornati i famosi untori di peste raccontati dal Manzoni nei Promessi Sposi.

Non è ovviamente questo il luogo dove negare come la vaccinazione sia stata utile per uscire dalla crisi pandemica, quello che può essere criticato però è il metodo, obbligatoria e incondizionata per ogni età, ed il clima instauratosi. Cose che hanno lasciato non un piccolo segno nelle menti delle persone.

Ma cosa ci ha lasciato questo periodo? Sicuramente, sul piano politico, la repulsione italica verso le pesanti misure restrittive, le imposizioni vaccinali, i tentativi rieducativi di politici e giornali sulle masse, ha fatto si che milioni di italiani premiassero nelle elezioni l’unico partito politico rimasto coerentemente all’opposizione in tale finestra temporale, Fratelli d’Italia, che ha incanalato la voglia di libertà di cittadini e imprese. Dimostrazione politica di come il popolo italiano sia per natura avverso ad obblighi e rimproveri.

Ma sul piano psicologico il fatto che tali somministrazioni siano state obbligate ha generato nelle menti di molti italiani un senso di ripudio inconscio verso le successive, facendo sì che anche anziani e fragili iniziassero a “boicottare” i richiami e dunque le campagne vaccinali successive alla cessazione dell’obbligo nel 2022 si sono dimostrate un fiasco.

L’inchiesta di Report ha indagato proprio tale insuccesso delle campagne di richiamo, dovuta anche ad una percezione di un covid meno pericoloso da parte delle persone e con indagini scientifiche che mostrano una copertura vaccinale di durata temporale di pochi mesi.

Il servizio ha messo in luce come l’Italia abbia speso 4,4 miliardi di euro per acquistare 381 milioni di dosi di vaccino anti-Covid, di cui solo 147 milioni sono state utilizzate, dunque meno della metà. Non possiamo nemmeno incolpare del tutto le nostre istituzioni in questo caso per l’aver già pagato dosi che probabilmente non utilizzeremo, dal momento che, come emerso dal servizio, la contrattazione è avvenuta direttamente tra l’Unione Europea e la aziende farmaceutiche.

Inoltre, il reportage ha messo in evidenza come vi siano correlazioni accertate tra quattro decessi in Sicilia e la somministrazione del vaccino AstraZeneca. Se le Procure italiano hanno archiviato in fretta i casi prevedendo però degli indennizzi statali a favore delle famiglie delle vittime, l’azienda farmaceutica anglo-svedese rifiuta di pagare i danni e nega le evidenti correlazioni tra i decessi, spesso per trombosi, e il suo vaccino. Lo stesso avviene in Inghilterra.

L’inchiesta ha cercato di far luce sui diversi punti interrogativi della campagna vaccinale che ancora oggi sono privi di risposta, cercando di indagare, ad esempio, anche la storia ancora poco nota di come le dosi di AstraZeneca, che dovevano essere economiche ed efficaci, sparirono dopo che furono accertati casi di trombosi e milioni di queste furono regalate a nazioni a basso reddito con popolazione giovane, pur sapendo di avere a che fare con un vaccino non consigliato. Non proprio un bel regalo. Dimostrazione che qualcuno ha giocato sulla pelle dei cittadini.