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FILE - Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu, left, and Vice President Joe Biden talk prior to a meeting on the sidelines of the World Economic Forum in Davos, Switzerland, Jan. 21, 2016. President Joe Biden spoke Sunday, March 19, 2023, with Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu to “express concern” over his government’s planned overhaul of the country’s judicial system that has sparked widespread protests across Israel and to encourage compromise. (AP Photo/Michel Euler, File)

Il bilancio delle vittime palestinesi nella Striscia di Gaza ha raggiunto le 28.000 persone. Mentre il presidente americano, davanti alle telecamere, continua a credere che sostenere inequivocabilmente Israele sia la politica giusta, nel privato le cose sembrano essere leggermente diverse.

«Uno stronzo» (“an asshole”). Così il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, avrebbe definito il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in alcune conversazioni private avute con i suoi collaboratori, stando a quanto riporta NBC News. Questo è lo sfogo di una frustrazione che da tempo segue il Presidente democratico.

Il Medio Oriente è come avesse smesso di considerare gli USA, persino Israele, come il suo più stretto collaboratore. Sembra abbia deciso di andare avanti da solo per la sua strada, tra chi, come Israele ogni giorno lotta per la sua autonomia e invece chi si è svenduto totalmente a Qatar, Iran e le varie teocrazie dell’area.

L’obiettivo primo degli Stati Uniti rimane il contenimento della crisi: impedire cioè che la guerra tra Hamas e Israele si trasformi in un conflitto più esteso con l’apertura di un altro fronte. Tuttavia sembra che la strategia non funzioni. La tensione cresce ogni giorno mentre le basi militari americane in Iraq e Siria vengono continuamente attaccate, causando ferimenti dei militari se non addirittura la loro morte. Questo clima di incertezza e paura si inserisce in un periodo già difficile per le sorti della regione. Ricordiamo ad esempio la disastrosa ritirata dall’Afghanistan, gestita dall’allora neoeletto Presidente Joe Biden con la conseguente ripresa della gestione del governo centrale da parte delle milizie talebane.

La schiettezza delle riflessioni private e senza alcun filtro di Biden su Netanyahu, così come l’incapacità del premier israeliano di cambiare tattica a Gaza, suggeriscono che la dinamica tra i due leader potrebbe essere vicina a un punto di svolta.