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Quello che è avvenuto ieri durante la presentazione dell’ultima fatica di Fiamma Nirenstein, “7 ottobre 2023. Israele brucia” edito da GiubileiRegnani, conferma quello che diciamo da tempo: chi vuole censurare la parola altrui sta a sinistra, sempre e comunque.

Urlando, mostrando cartelloni che riportavano scritte quali “Stop genocide” e dimenticando in tutto ciò che i dati su morti e feriti vengono dati dal Ministero della salute controllato da Hamas, ieri una decina di manifestanti pro Palestina ha pensato bene di tentare d’impedire la presentazione del libro di Fiamma Nirenstein, scrittrice, giornalista e già deputata nelle file dell’allora Popolo della Libertà di Silvio Berlusconi, che racconta quanto avvenuto dal 7 ottobre ad oggi. Hamas che brutalmente attacca le popolazioni civili israeliane; i morti e gli ostaggi, tenuti terribilmente sotto scacco dalla ferocia terroristica e islamista della formazione pedina di Iran e Qatar; Israele che reagisce, com’è giusto che sia, dimostrando a tutti i suoi nemici che la reazione dello stato ebraico è volta ad annientare definitivamente Hamas e riportare gli ostaggi nelle proprie case e tra le proprie famiglie.

Ma le proteste e i tentativi di impedire la presentazione del libro di Fiamma Nirenstein avvenuti ieri sono in perfetta scia con altri episodi che hanno visto i manifestanti pro-Pal violentare il diritto di esistere e di difendersi proprio dello stato ebraico. In questi giorni, infatti, dopo quanto avvenuto a Sanremo – la vicenda che ha visto prima protagonisti i cantanti Ghali e Dargen D’Amico e poi la lettera dell’Ad Sergio esposta al pubblico da parte di Mara Venier – i manifestanti, che chiedono non tanto il “cessate il fuoco” ma piuttosto l’eliminazione dello stato ebraico, – ricordate i cartelloni comparsi in diverse manifestazioni che riprendevano il motto “From the river to the sea”? – si sono schierati contro il nuovo nemico, la Rai. Le proteste avvenute in diverse città, come Napoli e Milano, spesso terminate con cariche di alleggerimento da parte delle forze dell’ordine, hanno aumentato i livelli di sicurezza previsti per la figura dell’Amministratore delegato della Rai, Roberto Sergio, finito sotto scorta. Come dire: ogni occasione è buona per queste persone per censurare, boicottare e impedire che si racconti quanto è avvenuto alle popolazioni israeliane il 7 ottobre.

Questo è il loro modus operandi: censura, violenza, minacce. Il caso avvenuto ieri durante la presentazione di “7 ottobre 2023. Israele brucia” (ed. GiubileiRegnani) è solo l’utimo episodio di questa lunga sequela di eventi che non possiamo sottovalutare perchè ci ricordano che la libertà è sempre in pericolo.