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ROBERTO SPERANZA PD

Nella giornata di ieri, alla Camera dei Deputati, si è tenuta la votazione per l’istituzione della
commissione parlamentare d’inchiesta per il Covid-19. Durante l’esame degli ordini del giorno e per buona parte degli interventi in dichiarazione di voto lo scontro politico tra maggioranza e l’opposizione si è fatto molto duro, con dichiarazioni e contro-risposte molto aspre e dure.

Con 132 si, 86 no ed 1 astenuto, il testo è passato e finalmente si istituirà la commissione. Tra gli obbiettivi ci sono lo svolgimento di indagini e la valutazione dell’efficacia, della tempestività e dei risultati delle misure adottate dal governo; l’accertamento delle ragioni del mancato aggiornamento del Piano pandemico redatto nel 2006; la verifica dei compiti e la valutazione dell’efficacia e dei risultati delle attività della task-force istituita presso il ministero della Salute e del Comitato tecnico-scientifico e degli altri organi, commissioni o comitati di supporto; la valutazione della tempestività e adeguatezza delle indicazioni e degli strumenti forniti dal governo e dalle sue strutture di supporto alle Regioni e agli enti locali in ciascuna fase dell’emergenza pandemica; la valutazione della tempestività e adeguatezza delle misure adottate sotto il profilo del potenziamento del Servizio Sanitario Nazionale. In più, ci sarà una verifica sugli acquisti durante e dopo il primo periodo di chiusura con i famosi banchi a rotelle a farla da padrona, ma non solo.

Subito ci sono state proteste sia durante gli interventi di discussione, ma anche a seguito del voto. Queste le parole del presidente dei 5stelle Conte: “Fate un utilizzo abnorme dello strumento della commissione di inchiesta per colpire politicamente il governo precedente. Faremo di tutto per dimostrare, nonostante il perimetro delimitato della commissione, nonostante il vizio di impostazione, nonostante la paura della maggioranza nel restringere il raggio d’indagine, per dimostrare chi durante la pandemia si é comportato con onore e chi con disonore e ne vedremo delle belle, la maggioranza rimarrà sorpresa”.

Il commento dei 5stelle è come sempre incomprensibile: prima dicono che l’utilizzo della commissione è uno strumento per colpire il governo precedente, però nella stessa frase viene detto che la stessa ha perimetro limitato. Delle due l’una, e sappiamo benissimo che sono solo le solite frasi di circostanza messe una in fila all’altra senza dare un senso a quello che si dice. E se poi viene detto “mai più sistemi regionali”, ci chiediamo chi mai avrebbe detto il contrario. Perché levare poteri alle regioni per tenerli a Roma non è la soluzione migliore, dato che le decisioni centrali non rispecchiano mai le frammentazioni e le specificità dei territori, soprattutto in seguito alle vostre fallimentari decisioni. Responsabilizzare le regioni vuol dire dimostrare di saper governare e di saper confrontarsi con la politica e con i problemi che ogni territorio possiede, le frasi di circostanza o le frasi fatte non bastano più nemmeno per sedersi tra i banchi romani. E la dimostrazione non è solo la gestione della pandemia da parte del governo giallo-rosso, ma anche il superbonus 110% e gli ultimi 10 anni di governo del partito democratico.

Far luce su quello che è realmente successo lo dovreste prima di tutto voi a tutti i cittadini italiani, anche verso quelli che ci hanno rimesso la vita durante la pandemia. Ma, non essendo i grillini campioni di sincerità e trasparenza, è normale abbiano timore che le persone che fino ad oggi vi hanno votato capiscano che dietro l’apparenza non vi è sostanza.