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MANIFESTAZIONE PRO PALESTINA ANTI CENSURA SOTTO LA SEDE RAI DI MILANO CARTELLI BANDIERE

Un vero e proprio rapporto ossessivo patologico è quello che si sta instaurando tra la sinistra e la RAI. Mentre la sinistra extra-parlamentare attraverso l’uso della violenza vuole imporre il proprio pensiero alla televisione, quella parlamentare e istituzionale piange per riottenere il suo controllo.

I compagni hanno dimostrato di aver ben studiato le lezioni gramsciane e sanno del ruolo strategico della televisione, e in generale dell’informazione, al fine di costruire e mantenere l’egemonia culturale del paese. Lezione appresa finalmente anche dalla destra, che, tornata al potere, si è adoperata subito per riequilibrare il controllo dispotico sinistroide di Viale Mazzini, che negli ultimi anni aveva raggiunto un modus operandi inquietante. Dal momento che non prendendo più voti, non restava che rieducare le masse via teleschermo. 

Agendo in maniera lodevole, il centro-destra si è adoperato subito per un riequilibrio dei poteri all’interno dell’emittente, per costruire uno spazio dove tutti i partiti possono aver voce e dunque cercare di realizzare una divisione degli spazi informativi su base democratica, cosa che non va più giù proprio a coloro che si definiscono democratici. Il Partito Democratico è geloso – come un piccolo bambino nei confronti della sua caramella – della gestione del piccolo schermo e allora accusa il “cavallo” di essere diventato tele-Meloni e, dal momento che questo non basta per riprendere le redini del dominio informativo, assolda veri e propri “collettivi” punitivi e violenti.

L’escalation aggressiva nelle ultime ore degli estremisti di sinistra nei confronti delle diverse sedi RAI sparse nel territorio nazionale, lascia non poche preoccupazioni sul loro concetto di democrazia e pluralismo. Centri sociali, anarchici, collettivi studenteschi e universitari si sono dati appuntamento negli ultimi giorni davanti alle sedi RAI per dar vita a scontri animati con la polizia. Si parla addirittura di probabili infiltrazioni in queste manifestazioni da parte di gruppi arabi non proprio pacifisti. Ciò non è avvenuto solo davanti la sede principale di Roma, ma anche a Milano, Torino, Napoli, Firenze e Bologna. 

Ma qual è il motivo dietro tali azioni? Ai compagni non va giù la risposta data dall’Amministratore delegato Rai Roberto Sergio nel concitato post-Sanremo in cui esprimeva solidarietà al popolo ebraico dopo le polemiche relative alle parole del cantante Ghali, che, terminata l’esibizione, si è lasciato andare ad un “No al genocidio”. Al di là della protesta in sé e dei relativi costi sostenuti da noi contribuenti per quattro “scappati di casa” farabutti che non hanno null’altro di meglio da fare se non recarsi sotto le sedi della Tv pubblica, dietro tutto ciò si nasconde un messaggio molto pericoloso e inquietante: è il principale ente informativo pubblico che deve piegarsi alla loro visione e, siccome la sua posizione è distante dal loro pensiero sulla causa palestinese, bisogna intervenire per re-indirizzarlo coercitivamente. 

Il festival, seguito da milioni italiani, era un’occasione importante per ribadire una condanna verso l’organizzazione terrorista Hamas e rinfrescare alle menti italiani ciò che è accaduto il 7 ottobre. Bisogna ricordare ai giovani italiani che partecipano alle manifestazioni pro-Palestina che organizzazioni come Hamas vogliono porre la parola fine al modo di vivere occidentale e a tutte le libertà conquistate negli ultimi secoli e attraverso la comunicazione occorrerebbe fargli comprendere come Israele rappresenti una propagazione occidentale nel Medio Oriente, dalla cui vita o morte passa anche il destino dell’Occidente: oggi sono stati attaccati loro e domani potrebbe toccare a noi.

La RAI non deve piegarsi alla dittatura violenta del pensiero unico di sinistra e deve fare ancora più luce su tale fenomeno per far comprendere la portata storica dello scontro in Medio Oriente. L’oscurantismo è una via breve che conduce all’ignoranza ed è proprio la disinformazione a condurre giovani italiani e occidentali a supportare implicitamente Hamas.

Il raggiungimento di tale risultato passa anche da un comportamento più maturo dell’opposizione, che non sembra troppo dispiaciuta di tali manifestazioni violente pro-Hamas, anzi addirittura condanna le reazioni dei poliziotti. Ennesima conferma di vivere in un mondo al contrario.

Ricordiamo che la moda dei sit-in liceali fuori la RAI, a cui si ispirano i collettivi violenti, è stata lanciata qualche settimana fa proprio dalla leader dem Schlein per protestare contro “l’occupazione” – dimostrazione che vivono in una bolla tutta loro – del palazzo da parte dei meloniani. Lei la perdoniamo perché è appena arrivata e non sa che il palazzo è stato occupato per anni e decenni dai democratici ma nel fare ciò la “madre” ha fornito ai figli adolescenziali un esempio sbagliato da seguire. La sinistra insomma scambia la RAI per un liceo, ma l’hanno superata o no questa fase di vita?