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In quella che doveva essere una manifestazione per ribadire l’unità di tutte le forze politiche nel condannare il sistema autocratico russo e ribadire l’importanza dei sistemi liberal-democratici, come quello nostrano, la solita sinistra moralista rimprovera le Lega per aver avuto nel recente passato contatti con il partito di Putin. 

Quella avvenuta ieri sera in Campidoglio, ovvero la fiaccolata organizzata da Azione per ricordare il coraggio dell’oppositore russo Alexei Navalny, che ha visto partecipare molti cittadini, doveva essere una serata senza polemiche, di unità nazionale, per rilanciare a livello internazionale l’immagine di un’Italia compatta nel sostegno sia di figure politiche che hanno pagato con la vita il coraggio di essersi opposti al Cremlino, vedi Navalny, e sia di nazioni, come l’Ucraina,  in lotta in prima fila contro l’imperialismo russo.

È vero che la contestazione all’arrivo del capogruppo della Lega in senato Massimiliano Romeo in Campidoglio è stata effettuata da alcuni cittadini, ma queste sono state incoraggiate dalle parole arrivate nel pomeriggio dal leader di + Europa Riccardo Magi, che in virtù della sua “purezza d’animo” invitava la Lega a non partecipare all’evento in relazione del suo passato.

Ci risiamo, arrivano sempre puntuali i soliti falsi allarmi isterici di una sinistra pronta a puntare il dito ma allo stesso tempo pronta a dimenticare il proprio passato. Se dobbiamo essere intellettualmente onesti chi ha avuto un rapporto articolato e duraturo con Mosca, almeno di quarant’anni, è stato il Partito Comunista Italiano, giurando fedeltà ad uno dei sistemi totalitari più sanguinari della storia umana. 

“Ipocriti, vergognatevi, andate dal vostro amico Putin che vi aspetta a braccia aperte”, sono queste le parole con cui alcuni presenti hanno accolto l’arrivo della delegazione Lega alla manifestazione e lo stesso Romeo ha risposto giustamente come “ipocrite siete voi, non noi, che parlate di democrazia ma siete i primi che volete impedire la manifestazione libera di chi difende libertà…”

Non si possono negare le relazioni avvenute negli scorsi anni  tra la Lega e Russia Unita, il partito vicino a Vladimir Putin, ma esse sono avvenute in un periodo diverso da quello attuale, in cui molti attori europei ancora non avevano compreso le reali preoccupazioni e ambizioni geopolitiche russe e pertanto tali dialoghi con Mosca potevano condurre anche ad uno scenario diverso rispetto quanto è accaduto dal 24 febbraio 2022, corsi e ricorsi storici, ma resta il fatto che la via del dialogo risulta preferibile rispetto a silenzi ed è stata la stessa Lega ad interrompere definitivamente  ogni relazione con i partiti russi dopo l’inizio dell’ “operazione speciale” e lo stesso partito di Matteo Salvini fin da subito non ha fatto mancare il supporto nel sostegno economico militare al governo di Kiev, a differenza di altri. 

La presenza della Lega all’evento organizzato per ricordare Navalny, ancora di più per il suo passato di vicinanza a Mosca e per le critiche ricevute da + Europa, dimostra la volontà di una parte della politica italiana di preferire la difesa del sistema liberal-democratico prima di ogni divisione politica.