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Tra i filosofi preferiti dal mondo conservatore europeo e italiano – tanto che la stessa premier Meloni più volte lo ha citato – troviamo di certo Roger Scruton. Filosofo, giornalista, romanziere, musicista, poliedrico potremmo dire, è considerato il più importante esponente del pensiero conservatore anglo-sassone e non solo.

Tra i suoi oltre quaranta volumi vario argomento, qui prendiamo in esame “Confessioni di un eretico”, una raccolta di alcuni saggi quali, ad esempio “Governare con giustizia”, “Costruire per durare”, “Piangere le proprie perdite”, “Salvare la natura”, “Difendere l’ occidente”. Più in generale i temi portanti del suo pensiero sono l’appartenenza e l’ identità nazionale, la denuncia del relativismo etico e della oikofobia cioè il denigrare, il mettere in discussione i propri usi, costumi, la tradizione, la patria, la nazione.

Scruton è sì un conservatore ma non rinnega determinati aspetti liberali quali il concetto di libertà che
poi è anche tipico della cultura del suo Paese. Nel saggio “Difendere l’occidente”, egli mette a confronto quest’ultimo con l’islam evidenziando le radicali differenze quanto al concetto di cittadinanza e di stato-nazione presenti solo in minima parte nel mondo musulmano e comunque deboli. In sostanza, ciò vuol dire che nell’islam il musulmano è sottomesso rispetto al mondo occidentale in quanto la religione domina come legge, non essendoci distinzione con la sfera statale e politica.

Scruton, poi, evidenzia la centralità nella civiltà europea della nazionalità. Egli scrive: “Nessun ordine politico può raggiungere la stabilità se non può fare appello a una lealtà condivisa, a un “noi” che distingue chi ha gli oneri e i benefici da coloro che ne sono fuori”. L’autore parla spesso di un interessante “lealismo nazionale”, che mette in secondo piano quello familiare, tribale, religioso, dando priorità al legame tra i cittadini ed il loro territorio, storia, cultura poiché la nazionalità è “fatta di terra”, scrive.

Per concludere, rimanendo su “Difendere l’occidente”, per Scruton il cristianesimo rappresenta una delle caratteristiche centrali dell’occidente anche se, purtroppo, aggiungiamo, siamo in piena scristianizzazione. Il motivo è che questa religione secondo l’autore “ha posto le basi del lealismo di tipo nazionale dandogli una conformazione di qualità superiore a quella che può nascere dalla fede e dalla famiglia”. Ciò vuol dire che dobbiamo al cristianesimo la concezione laica del potere con il “Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”. Quindi la separazione dei due poteri, quello dello stato laico da quello della Chiesa.