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A pochi giorni dalla denuncia dello Stato di New York verso TikTok in merito alla dipendenza creata sui giovani, anche l’Unione europea apre un’indagine sul social network cinese per constatare se vi siano tutte le necessarie misure per garantire il rispetto dei minori.

In questi giorni ricorrono quattro anni dal “paziente zero” di Codogno, data simbolo dell’inizio della pandemia nel nostro Paese. Pandemia che ha rappresentato un nuovo anno zero nel rapporto tra uomo e tecnologia, specialmente nel rapporto con i social. Le varie misure restrittive hanno creato nuovi problemi psicologici e sociali a causa di un incremento notevole dell’utilizzo dei social. Se tale aumento di ore ha riguardato tutte le fasce di età, i problemi maggiori hanno toccato prevalentemente i più giovani. I ragazzi, a cui nel periodo covid è stata negata in maniera folle la scuola in presenza per troppo tempo, hanno colmato l’isolamento individuale con lo smartphone, specialmente con TikTok, che durante tale periodo ha fatto registrare un incremento di iscrizioni record in tutto il mondo e dunque anche nella penisola italica.

Lockdown e TikTok sono stati un connubio che ha determinato disturbi psicologici e sociali nei giovanissimi come non mai. Difatti, gli psicologi, finita la pandemia, hanno scoperto un vaso di pandora, con ragazzi pieni di problematiche. Hanno, quindi, lanciato un allarme. Ma troppo tardi… il danno era fatto. Non accettazione del proprio corpo, ansia, anoressia, obesità, sono le problematiche più diffuse, causati principalmente da un utilizzo eccessivo dei social. Non per colpa loro, visto il presente (e a tratti anche il futuro) negatogli.

Rispetto ad altri social, Tik Tok è un’arma ancora più pericolosa, in quanto fornisce video all’utente su argomenti di ogni genere attraverso un algoritmo basato sui like passati, fornendo contenuti sempre più rigidi like dopo like. Dunque, la grande conseguenza negativa di tale piattaforma digitale è quella di portare le persone ad estremizzare le proprie idee ed i propri sentimenti. Chi è moderato molte volte è portato con l’interazione ad estremizzare le proprie idee e chi soffre di disturbi è portato ad un’amplificazione dei tali.

Perciò risulta particolarmente pericoloso per i bambini che sempre più frequentemente utilizzano l’app, ma soprattutto per chi, come gli adolescenti, attraversa una fase delicatissima della propria esistenza, e nell’isolamento tipico dell’età si affidano più ad uno smartphone e dunque a Tik Tok per la risoluzione di un problema. Se ciò non basta ad allarmare i genitori, dietro a Tik Tok si nasconde un pericolo ancora maggiore, ovvero la mano lunga del governo comunista cinese, che utilizzerebbe tale big tech per influenzare in negativo le nuove generazioni occidentali ed europee.

Questo l’ha capito anche la nostra testarda Unione Europea, che nell’ottobre 2022 ha approvato il Digital Service Act, finalizzata a far adottare ai social politiche più rispettive dei minori, specialmente nel caso di TikTok. Ricordiamo che la Commissione europea ha già proibito a tutto il suo personale l’utilizzo del gigante tecnologico cinese, a significare che qualcosa non va. Con l’approvazione del Digital Service Act è emerso l’obbiettivo europeo di ergersi come attore normativo riconosciuto anche per lo spazio digitale e porsi a metà strada, come nel contesto geografico, tra gli Stati Uniti troppo permissivi in tale campo ed una Cina che applica la sua dittatura politica anche nel campo tecnologico. Dunque, uno degli obbiettivi europei con tale decreto era quello di ridurre la pericolosità di TikTok per i minori, attraverso determinati obblighi da far rispettare da parte dell’azienda tecnologica in materia e la volontà europea di espellere dalla piattaforma contenuti dannosi per i più giovani.

A causa della complessità di controllare il social cinese, dati i miliardi di utenti in tutto il mondo, risulta difficile anche per un attore regionale dotato di grande tecnologia come l’UE regolare la fruizione dei contenuti per i più giovani. Per tale ragione la Commissione europea ha avviato un’indagine per verificare se TikTok abbia violato le clausole del Digital Service Act, pena multe salate, ma di certo non basteranno a fermare la pericolosità del social, sempre più diffuso e invasivo e divenuto una vera e propria droga per i ragazzi.