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È scoppiata la polemica attorno alla serie tv su Alessandro Magno prodotta da Netflix. Il colosso dell’intrattenimento ha prodotto all’inizio di quest’anno una serie su Alessandro Magno che descrive la relazione tra il condottiero macedone e il suo fedele generale Efestione come un amore omosessuale.

Per la ministra della Cultura del governo di Atene è “una fiction di qualità estremamente bassa e pessimo contenuto, piena di inesattezze storiche. Non c’è alcuna menzione nelle fonti dell’epoca di un rapporto che vada oltre l’amicizia. Mira a trasmettere in modo subliminale l’idea che l’omosessualità fosse accettabile nei tempi antichi, ma non ci sono basi per sostenerlo”. A dare manforte alle parole del Ministro è stata anche la critica, che ha palesato recensioni pessime.

Di sicuro non siamo qui per accentuare la polemica, siamo d’accordo che ognuno può interpretare una storia a suo modo, però nell’era della cultura woke, dove tutto deve essere fluido se no si è rimasti nei tempi dei “dinosauri”, non crediamo che sia la scelta migliore. Lasciar trasparire l’omosessualità come fattore determinante della storia e di molti suoi personaggi illustri è quasi fantascienza.

Se l’intrattenimento si occupasse di far conoscere le vere storie personali e l’evoluzione storica di tutte le epoche passate forse sarebbe un servizio più utile a tutta la comunità mondiale, la storia bisogna farla conoscere e farla apprendere, è un fattore imprescindibile per la nostra crescita e sviluppo di una comunità.