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EUGENIA MARIA ROCCELLA, MINISTRO PER LA FAMIGLIA, LA NATALITA' E LE PARI OPPORTUNITA'

Martedì 20 Febbraio è partita a Bologna la prima tappa del tour della natalità, un viaggio che attraversa l’Italia per riflettere e agire concretamente al fine di affrontare la sfida della denatalità nel nostro paese. Viene organizzato nella sua quarta edizione dalla Fondazione per la Natalità, che da anni si interessa al problema, in cui  personalità della scienza, del giornalismo, della sociologia, della politica, della cultura, dell’imprenditoria e persino del mondo dello spettacolo e dello sport si incontrano, intavolando una discussione sul tema.

La fondazione organizza tutti gli anni gli Stati Generali della Natalità, un momento volto all’analisi dei dati sulle nuove nascite, che, ahinoi, sono in calo da diversi anni. Non solo analisi dei problemi, ma anche proposte su come risolverli. La prima edizione ha visto l’incontro di Papa Francesco e Mario Draghi. Chiesa e Politica sulla stessa lunghezza d’onda si sono impegnate a cercare insieme soluzioni.

Da allora segretari di partito, presidenti, vescovi e  cardinali si riuniscono con un unico obiettivo: provare a fare proposte per invertire il trend demografico immaginando una nuova narrazione della natalità. Non sono più, infatti, i tempi in cui parlare di fecondità e denunciare le culle vuote pareva essere un tema prettamente cattolico. Il problema appartiene a tutti. Finalmente anche la sinistra ha capito questa basiliare cosa.

I dati, negli ultimi anni, certificano di volta in volta uno scenario sempre più desolante: ultimo record negativo con 393 mila nati nel 2022, 7mila in meno rispetto al 2021 (-1,7%) e ben 183 mila in meno (-31,8%) rispetto al 2008. Ormai ci sono oltre cinque anziani per ogni bambino sotto i sei anni (nel 1971 il rapporto era 1:1). Questo vuol dire, in pratica, un futuro con tanti nonni e pochi, pochissimi nipoti.

Abbiamo già pubblicato diversi articoli in riferimento alla crisi demografica e a cosa comporterebbe, soprattutto in termini di previdenza sociale, sanità e pensioni. Il sistema pensionistico rischia di crollare nei prossimi decenni. Ci sono sempre meno persone in età lavorativa e di conseguenza meno contributi. vengono pagati. Il sistema sanitario rischia di affrontare lo stesso destino: meno forza lavoro, meno soldi e più spese, visto il numero sempre più presente di anziani.

Non è una questione di atei e cattolici, di destra e sinistra. Si tratta di noi tutti, del nostro futuro. Del futuro della nostra Italia.