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ANTONIO TAJANI MINISTRO, ELETTO NUOVO SEGRETARIO FORZA ITALIA

Questo 2024 è un anno decisamente importante per Forza Italia. Dopo la scomparsa di Silvio Berlusconi, la sfida più importante del partito era di darsi una struttura interna. Missione compiuta!

Il Congresso del partito, tenutosi a Roma il 23 e 24 febbraio, è stato determinante per esplicare le prime geometrie del suo futuro. Il messaggio è sempre lo stesso: “Forza Italia c’è” e continua a rappresentare il “motore della libertà”. Il proseguo di questo “progetto liberale” si traduce nella possibilità di scelta alternativa alla sinistra e all’estremismo di destra. Il clima forzista, che dal Palazzo dei Congressi si propaga per tutto il quartiere Eur, non si tinge di nostalgia, ormai ampiamente digerita con i vari convegni e assemblee post Berlusconi tenutisi nella seconda metà del 2023; si percepisce immediatamente una volontà di ripartenza, un cambiamento, la necessità di voltar pagina rimanendo nello stesso libro dei valori democratici, liberali, conservatori. Questo rappresenta uno spaccato tra il presente e la sfida del futuro con quel passato segnato dall’era-Berlusconi.

A dispetto degli scetticismi che congetturavano il declino del partito azzurro, illazioni provenienti per
lo più dagli ambienti ostili di sinistra, l’evidenza è tutt’altra: Forza Italia cresce nei sondaggi, aumentano i tesseramenti e si avvicinano sempre più giovani. Questa è la dimostrazione di quanto non sia un partito di meri “nostalgici”, ma di cittadini che ne condividono tuttora gli stessi valori e di quei moderati che non si identificano in ideologie estreme. Aggiunge Tajani: “Forza Italia vuol essere quel movimento politico in grado di accogliere anche gli indecisi e i non votanti” proprio in virtù della centralità in cui si pone: “C’è un grande spazio fra Meloni e Schlein, quello spazio abbiamo il dovere di occuparlo”. D’altronde, è proprio FI ad aver sempre costituito la spina dorsale dell’intero centrodestra. La sua sfida non è quella di restare, di continuare, di resistere, ma di allargare i confini partitici: “Dobbiamo intervenire in modo capillare nei comuni. Noi siamo una forza europea, rappresentiamo la casa di chiunque si riconosca nel popolarismo europeo e dobbiamo lavorare insieme per costruire una casa che sia più grande di quella odierna. Siamo pronti a sottoscrivere accordi politici, ad aprirci alle liste civiche nel solco del partito popolare europeo”.

Al termine della due giorni, il vicepremier e Ministro degli Esteri è stato, dunque, eletto Segretario Nazionale di Forza Italia. Una conferma più che una sorpresa. Il numero due di FI ricopriva già la leadership e segreteria di partito, ma ne era attesa la simbolica ufficializzazione. “Sono felice ma sento una grande responsabilità sulle spalle. Non è facile indossare la fascia da capitano dopo che l’ha indossata Silvio Berlusconi. Non sarò mai Maradona, però ce la metterò tutta cercando di coinvolgere il maggior numero di persone” – così ha esordito Tajani, appena nominato Segretario con voto unanime per acclamazione da parte di oltre 1300 delegati. Continua appellandosi a tutti i Dirigenti azzurri e parlamentari ai quali chiede maggior sacrificio in nome della causa posta in essere da Berlusconi, sottolineando che “non c’è un Segretario, ma tutta una classe dirigente”. Una platea piena di nomi che hanno fatto la storia del partito. Si confondono gli applausi tra vecchie e nuove leve soprattutto quando si fa viva la vicinanza della famiglia del Cavaliere, sia attraverso la presenza in sala del fratello Paolo, sia attraverso il messaggio di congratulazioni pervenuto per conto di Marina, Pier Silvio e degli altri tre figli.

Assieme ad Antonio Tajani, sono stati eletti quattro vicesegretari, individuati nei nomi di Roberto Occhiuto, Deborah Bergamini, Alberto Cirio e Stefano Benigni; ponte, quest’ultimo, con la realtà giovanile che rappresenta in qualità di Coordinatore Nazionale. Il Presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani, è stato nominato invece Presidente del Consiglio Nazionale.

La Segreteria tajaniana comincia alla vigilia delle Europee, una prova politica non facile e ambiziosa: “Dalla vittoria dipende la sopravvivenza del nostro movimento politico nei prossimi trent’anni. Il vero Congresso saranno le Europee”. A tal proposito Tajani rivolge lo sguardo ai vertici europei, da Roberta Metsola a Ursula Von der Leyen, che cita per riportare a tutti il loro apprezzamento per il lavoro svolto. “Puntiamo a vincere. I miei primi obiettivi da Segretario? Vincere le amministrative e superare il 10% alle Europee” e conclude: “Mandiamo un grande applauso a Silvio Berlusconi che ci ascolta da lassù. Ce la metterò tutta”.