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PROTESTE AGRICOLTORI, IDRANTI E ROGHI A BRUXELLES. PROTESTA MANIFESTAZIONE TRATTORE TRATTORI IDRANTE IDRANTI

Sale la tensione a Bruxelles. Al termine della giornata di ieri, gli idranti della polizia spengono i roghi appiccati durante la mobilitazione dei trattori, nata alle prime luci dell’alba, quando centinaia di mezzi agricoli hanno cominciato a marciare verso l’Europa Building, bloccando le strade della città.

Dopo settimane dall’inizio delle proteste, gli agricoltori tornano a gran voce a chiedere una “revisione radicale delle politiche agricole” perché le misure adottate finora dalla Commissione Ue per placare il dissenso non bastano.

Bisogna sburocratizzare la Pac, al centro delle proteste per via delle norme green che riducono il budget dei sussidi destinati ai coltivatori e introducono restrizioni molto severe su alcune pratiche come l’utilizzo di fertilizzanti e prodotti fitosanitari. Semplificazione delle regole e riduzione dei controlli, sono questi i temi al centro del tavolo attorno al quale siederanno i ministri dell’Agricoltura dei 27, riuniti per l’Agrifish. E in concomitanza con l’Agrifish, sempre a Bruxelles, si terrà l’assemblea di Confagricoltura che definirà le proposte da inoltrare all’Ue per alleggerire gli oneri fiscali e burocratici che stanno fiaccando la categoria.

Il ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare, Francesco Lollobrigida, da sempre vicino alle istanze dei coltivatori ha assicurato che l’Italia ha fatto e continuerà a fare scelte coraggiose, anche sul piano internazionale: “Oggi l’Italia è la Nazione che si presenta con un documento organico nella riunione dei ministri per poter dare un quadro nuovo nelle proposte e nelle soluzioni”. Alla manifestazione organizzata da Coldiretti a Place de Luxembourg c’era anche il presidente dell’associazione, Ettore Prandini, che ha accompagnato in piazza una delegazione di oltre tremila agricoltori italiani.

A proposito della nuova Pac appena entrata in vigore, la posizione del ministro è chiara: “È stata scritta male e la stiamo già rivedendo, ma vogliamo modifiche sostanziali”. Quindi il reddito dell’agricoltore come manutentore del territorio, in piena ottica di sostenibilità ambientale reale, deve essere tenuto in considerazione più di alcune posizioni ideologiche. “Dopodiché – continua il ministro – si dovrà ragionare anche del modello di sviluppo del bilancio dopo il 9 giugno, perché il 9 giugno l’Europa deve cambiare strada, prendere atto degli errori finora compiuti, del fatto che gli scenari mondiali sono cambiati”.

Dalla pandemia alla guerra di aggressione della Russia in Ucraina, fino alle crisi mediorientali, gli elementi che hanno determinato un cambiamento nelle dinamiche del mercato e della concorrenza sono tanti e ignorarli sarebbe rischioso. “Come governo italiano – ha concluso Lollobrigida – abbiamo il dovere di sentirci corresponsabili delle scelte europee ma anche di influenzarle, non sostenendo le posizioni rigide assunte dall’Europa in maniera illogica”.