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URSULA VON DER LEYEN PRESIDENTE COMMISSIONE UE

Ci si può ancora chiedere quale senso abbia l’Unione Europea per com’è oggi strutturata? Siamo certi nel dire che non è quella a cui pensavano i pddri fondatori. Non è, quindi, certo quella Europa che tiene in conto delle radici cristiane, delle tradizioni, della cultura dei vari popoli.

Nel corso di questi anni la miriade di trattati europei hanno reso l’Europa un mostro burocratico e antidemocratico che mira all’omolagazione dei suoi stati membri imponendo dall’alto politiche folli, come quelle in tema ambientale. Un’Unione Europea che non abbiamo paura a definire matrigna, che non tiene in conto delle diversità dei paesi. Pensiamo ad esempio ai paesi del nord rispetto a quelli del Mediterraneo e a quelli del centro Europa… possiamo facilmente notare come vi siano tradizioni, usi e costumi diversi così come economie diverse.

Questa Ue mira a livellare, uniformare e distruggere le caratteristiche peculiari di quei Paesi come l’Italia, ad esempio, che hanno piccole, specifiche ma importanti eccellenze imponendo limitazioni e regole idiote. Prendiamo, ad esempio, il tema della carne sintetica: perchè tanta pressione sull’introdurla? La risposta non è difficile: fare gli interessi di grandi poli economici a discapito dei piccoli agricoltori. Le conseguenze, poi, si vedono ormai quotidianamente: un settore, quello agricolo, in piena rivolta contro l’Europa. Per non parlare, poi, del risanamento degli edifici: anche qui siamo ai diktat, con l’imposizione di scadenze irrealizzabili e senza tener conto delle peculiarità geografiche dell’Italia.

Si fa sempre più evidente la necessità di cambiare strategia e un’occasione possono essere le prossime elezioni che potrebbero vedere una nuova maggioranza, che però se non va alla radice, e cioè ai Trattati, e non li cambia, ben poco si muterà.

O nasce un’Europa di tipo confederale, l’Europa delle nazioni, o non sarà Europa.