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La misura del superbonus 110% voluta fortemente da Giuseppe Conte, allora Primo ministro, oltre ad aver generato oltre cento miliardi di debito pubblico, ha favorito l’aumento di irregolarità nel mercato edilizio. Sono ben undici mila le imprese “apri e chiudi”. 

Reddito di cittadinanza, bonus facciate, bonus monopattini, bonus biciclette, superbonus 110%… sono tutte misure che dimostrano la grande astuzia di Giuseppi e del suo movimento, ovvero quella di aver capito una regola semplice ma assai efficace in politica: regalare soldi in cambio di voti. Ora questi ultimi sono in calo, cosa che dimostra come l’elettorato abbia capito il trucco semplice del mago e dunque preferisce affidarsi ad altri leader che propongono politiche economiche in grado seriamente di stimolare l’economia del Belpaese. Difatti tali misure grilline hanno dimostrato l’assenza di uno studio macroeconomico da parte di chi le ha pensate e hanno avuto l’effetto di creare ulteriore debito per un bilancio statale, quello italiano, di cui conosciamo già bene le difficoltà. 

Ma tra le tante politiche economiche è sicuramente quella edilizia a farci interrogare maggiormente sulle regolarità degli atti. Una cosa è certa: essa è stata voluta per accaparrarsi il consenso di una classe produttiva molto cospicua in Italia, come quella degli imprenditori edili, anche questa volta attraverso la garanzia di soldi facili. La classica furbata all’italiana, come potrebbero definirla gli amici tedeschi.

Anche il premier Giorgia Meloni ha definito il bonus edilizio come “la più grande truffa ai danni dello stato” e nelle ultime ore arrivano delle notizie che iniziano a riportare alla luce irregolarità dietro la misura voluta dai pentastellati. Un recente articolo del Sole24 Ore evidenzia come il numero delle imprese edilizie “apri e chiudi” segna quota undici mila. A far aumentare le ombre è il fatto che lo studio mostra che molte aziende si siano iscritte ai registri delle imprese edili subito dopo l’introduzione del bonus nel 2020 e si siano cancellate pochi mesi dopo, giusto il tempo per incassare i fondi, anche milionari.

Misure come questa e come tutte le altre pensate dai grillini, oltre a non incentivare l’economia italiana, hanno aggravato la malattia di cui il nostro paese soffre da tempo, ovvero quella dell’assenza di trasparenza e della vincita del più furbo.