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URSULA VON DER LEYEN PRESIDENTE COMMISSIONE UE

C’era da aspettarselo, anche questa volta Bruxelles cambia idea. Nonostante le vibranti proteste del mondo agricolo, sparse ormai in tutta Europa, il Parlamento europeo ha approvato la legge sul ripristino della natura.

Quando si dice “le proteste rimaste inascoltate”… questo ne è il perfetto esempio. Con 329 voti a favore, 275 contrari e 24 astensioni (un margine superiore a quello inizialmente previsto), la legge mira a ripristinare almeno il 20 per cento delle aree terrestri e marine dell’Unione Europea entro il 2030 e tutti gli ecosistemi degradati entro il 2050. Stabilisce obblighi e obiettivi su diversi campi d’azione, come terreni agricoli, fiumi, foreste e aree urbane, per invertire gradualmente i danni ambientali causati dal cambiamento climatico e dall’attività umana.

Il gruppo dei conservatori e dei riformisti europei (ECR), quello di cui Giorgia Meloni è presidente, si è opposto alla proposta di compromesso sulla legge natura approdata in Parlamento, così ha fatto anche il Partito popolare europeo (PPE) con una svolta clamorosa rispetto agli ultimi atti approvati in questa legislatura. In realtà, però, i popolari si sono divisivi al loro interno, tanto che alcuni degli europarlamentari, votando a favore, sono stati proprio coloro che hanno permesso l’approvazione della legge.

Ora parlare di “riaprire i negoziati sulla Pac” pare assurdo e soprattutto poco credibile innanzi in particolare al mondo dell’agricoltura. Tuttavia parlare degli agricoltori in termini di categoria privilegiata non ha proprio senso, come ha giustamente ricordato il commissario europeo all’agricoltura, il polacco Janusz Wojciechowski: “Se lo fossero, non ci troveremmo in una situazione in cui migliaia di aziende agricole sono scomparse negli ultimi 10 anni”.

Siamo tutti insieme nella lotta per la tutela dell’ambiente in cui siamo immersi, ma non possiamo dimenticarci chi ci permette di avere il cibo che mettiamo in tavola. È proprio la sopravvivenza del settore agricolo ad essere fondamentale per lo sviluppo sostenibile dell’Europa.