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Vincere aiuta a vincere, si sa, ma la sconfitta è formativa. Dovrebbe esserlo. Certo, quando un candidato raccoglie meno voti delle varie liste che lo supportano vuol dire che il candidato è stato poco attrattivo ma c’è anche una radice più profonda dietro questa battuta d’arresto, non ampia nei numeri ma significativa.

Il Centrodestra fino ad oggi, pur governando nel complesso bene visto il momento, ha subito anziché guidato l’agenda tematica del Paese. Questo è il nodo, non l’incidenza del voto disgiunto. Clima “impazzito”, le auto che sono la rovina del genere umano, uomini da riprogrammare perché “violenti per natura”, il bello del meticciato, i cantieri tutti irregolari e le aziende edili fatte tutte di profittatori e ancora i “manganelli”: temi e parole d’ordine del dibattito pubblico dettati dalla sinistra, pur perdente, che costringono il Centrodestra a inseguire.

Ovviamente, il Paese reale non si ritrova in questi temi e neanche nei toni allarmistici, anzi ne soffre e vorrebbe una contronarrazione o vorrebbe essere rappresentato. Quando si parla di Paese reale si intende quella parte, forse divenuta minoritaria, che produce e fa materialmente qualcosa e non vive di sussidi perché “c’è bisogno” o “bisogna investire”. Ma come? È giusto che nei posti giusti, dalla televisione ai musei, ci siano le persone giuste ma evidentemente non basta. La sinistra quando è al governo stratifica il consenso: associazioni, comitati, riviste. E trova linee di finanziamento. È vero che in questo momento storico votano sempre meno persone e che al processo democratico partecipano quasi esclusivamente gli addetti ai lavori ma serve comunque un lavoro per lo strato intermedio. Serve ma costa. Bisogna investirci. Perché l’onda lunga della luna di miele è destinata a finire, tra crisi, rialzi, mutui e guerre.

E se fosse già esaurita? Serve una narrazione diversa e all’altezza. Perché in troppi hanno creduto che Schlein fosse un bluff e non è così: è una perfetta interprete per l’ultima transizione della sinistra, all’insegna di gender e green. Sveglia, Centrodestra!