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La Transnistria, o meglio, la Repubblica Moldava della Transnistria, negli ultimi giorni sta riacquisendo una certa centralità nello scenario geopolitico europeo, a causa di crescenti tensioni che si stanno verificando proprio sul confine moldavo. Ma partiamo dal principio.

La Transnistria è una piccola, ma strategica, regione, de iure facente parte della Moldavia, ma de facto è una regione parzialmente indipendente filorussa. Una striscia di terra sulla quale i media avevano già riposto molta attenzione in passato, proprio per la sua peculiare, e a tratti inquietante, situazione
geopolitica.

Definita “il buco nero dell’Europa”, la Transnistria ha un proprio governo, una propria polizia, una propria moneta e una sua amministrazione autonoma che ha sede nella capitale di Tiraspol. Una vera e propria zona franca del crimine, nella quale dilagano il traffico di armi, di sostanze stupefacenti, di esseri umani, favoriti da un governo corrotto e colluso con organizzazioni criminali, soprattutto di etnia araba e cecena. Insomma, una “Terra di nessuno” gestita dalle mafie, riconosciuta soltanto dall’Abkhazia e dall’Ossezia, due regioni, non a caso, separatiste della Georgia. Una situazione allarmante, se si pensa che ci troviamo nel cuore dell’Europa.

Ma torniamo alle novità degli ultimi giorni. In questi giorni, per l’appunto, la Repubblica separatista della Transnistria ha rivolto una richiesta di aiuto e di protezione alla Russia, al fine di potersi difendere maggiormente contro le presunte crescenti pressioni politiche ed economiche che la Moldavia sta esercitando su questa striscia di terra. La risposta dei russi non si è fatta attendere, il Ministro degli esteri Lavrov ha infatti dichiarato: “Teniamo in considerazione la richiesta di aiuto, proteggere gli interessi dei cittadini della Transnistria è tra le priorità”.

Dobbiamo ricordare, infatti, che questa piccola regione è di fondamentale e strategica importanza per il Cremlino, che fa leva proprio su questa Repubblica separatista per influenzare e mantenere sotto la sua sfera di influenza la Moldavia. Chișinău da una parte sta cercando sempre più di svincolarsi dall’egemonia della Russia, ottenendo lo status di candidato ufficiale per aderire all’Unione Europea. Un avvicinamento all’Occidente che sta facendo storcere non poco il naso a Putin, il quale cercherà in tutti i modi di impedire tale unione.

Una situazione, quella della Transnistria, che preoccupa molti stati membri dell’UE, se pensiamo che proprio le richieste d’aiuto da parte delle Repubbliche separatiste filo-russe del Donbass sono state usate come pretesto per l’inizio dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia nel 2022. Un parallelismo che, se malauguratamente venisse realizzato, porterebbe ad un’ulteriore escalation di guerra, la quale sembra non avere fine.