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L’alluvione in Veneto e in particolare nel vicentino ha dimostrato che l’ambiente si difende con l’opera dell’uomo che predispone infrastrutture di contenimento che, in questi casi, si chiamano bacini e vasche di laminazione.

Le opere – tanto condannate dagli ambientalisti del “no” a tutto – hanno fatto sì che i danni siano stati contenuti. È la conferma che se ci facciamo governare dall’ideologia, gli effetti sono peggiori. Come, ad esempio, quelli che abbiamo visto nella regione governata da Bonaccini, l’Emilia-Romagna, dove le vasche di contenimento costruite sono una su due mentre in Romagna non ce ne sono.

Oltre alla burocrazia italiana che blocca troppo spesso le opere, l’Unione Europea con le sue folli politiche green di certo non aiuta lo sviluppo di infrastrutture che tutelano il territorio, e con esso i suoi abitanti. Pensiamo, ad esempio, che con l’approvazione della legge sul ripristino della natura – passata all’Europarlamento pochi giorni fa grazie a 25 (traditori) eurodeputati del Partito Popolare Europeo – proprio quelle opere che hanno salvato il Veneto non potranno più essere realizate. Infatti essa prevede che più di 20.000 chilometri di fiumi debbano essere a scorrimento libero e quindi niente dighe e barriere laddove necessario. Coloro che hanno approvato tale legge altro non fanno che assecondare l’ideologia green ambientalista alla Greta Thumberg, che nel 2019 diceva che nel 2023 sarebbe finito il mondo o che gli agricoltori sono la rovina dell’ambiente, dimenticando che proprio i terreni coltivati per l’agricoltura sono il primo metodo per la canalizzazione delle acque e la protezione dell’ambiente.

L’ideologia green, attribuendo i danni climatici all’uomo, pone l’inquinamento dell’aria al medesimo livello dei mutamenti climatici per quanto riguarda le cause e gli effetti. Poi, appena guardi la realtà, diventi consapevole della Verità.