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Un ritorno agli anni di piombo e alla condotta aggressiva. Il collettivo “La Base” ha veramente raggiunto il massimo del livore. In tutta la zona universitaria di Rende e per tutta la città di Cosenza sono stati affissi dei manifesti con i volti dei parlamentari calabresi che hanno votato a favore dell’autonomia differenziata.

La contestazione politica è assolutamente legittima, gli atti di violenza mediatica no. Un conto è essere in disaccordo su un disegno di legge, un altro è usare le facce degli avversari per produrre una campagna di basso livello. Sulla questione è intervenuto anche il vicecapogruppo di Fratelli D’Italia Alfredo Antoniozzi, che ha invitato i collettivi a riproporre i volantini del 2001, quando invece era il centrosinistra a proporre la riforma.

Il collettivo ha risposto utilizzando una foto del Governatore Roberto Occhiuto e di suo fratello Mario, per scrivere un messaggio di incitamento all’odio. Stessa cosa è avvenuta per Fausto Orsomarso (FDI), e Simona Loizzo della Lega. A quanto pare i “falsi democratici” detestano chiunque non la pensa come loro, e sono pronti a usare qualsiasi mezzo sleale. Non la chiamassero satira. Questa modalità di azione va contro i principi più basilari della democrazia.

Non si vedevano queste robe dagli anni settanta, quando le università erano il teatro dei gruppi della lotta armata dell’estrema sinistra durante l’epoca delle Brigate Rosse. Esporre i visi dei deputati come se fossero dei ricercati è quanto di più scorretto si possa fare. Bisognerebbe chiedere a Vittoria Morrone (attivista La Base) cosa ci sia di ironico in un testo che genera astio. Se vogliono protestare lo facessero contro ciò che giudicano sbagliato, ma non inserendo in cartelloni da Far West chi ha un’idea opposta.

Il dissenso lo si esprime facendo politica e non attuando gesti minatori. Se avessero, invece, organizzato un dibattito nessuno avrebbe avuto da ridire, questa però si chiama disinformazione. Peggio, diffamazione.