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GIUSEPPE CONTE M5S

Non sono bastate le bocciature a livello nazionale delle misure sussidiarie promosse dal governo Conte. Tra bonus monopattini, banchi a rotelle e salari minimi, il tormentone Reddito di Cittadinanza torna
alla riscossa.

“Noi andremo a rinforzare il Reddito di Cittadinanza per ogni regione che conquisteremo”, le parole
del leader Conte all’indomani della vittoria in Sardegna a margine di un convegno in Senato. Un incubo che ritorna, ed un leitmotiv demagogico che Giuseppe Conte sa cavalcare magistralmente, cioè quello di convincere i più bisognosi che lui è il buono perché vuole regalare soldi tramite misure assistenziali che come sappiamo e sa anche lui non fanno che impoverire le persone ancor di più. Sufficiente per capirlo è studiare i più facili principi dell’economia base.

Soldi che inoltre – teniamo a ricordare – sono tutt’altro che gratuiti, ma escono dalle tasche di tutti quei cittadini italiani che lavorano per guadagnare ma che, secondo Giuseppe Conte ed una presunta giustizia
sociale, devono invece guadagnare per mantenere chi non lo fa.

Insomma la politica facile firmata 5 Stelle che, sull’onda del “gratuitamente” (già però costata 35 miliardi di euro in 4 anni), torna all’arrembaggio per far breccia sulle debolezze della gente e conquistarsi nuovi posti e nuovi voti. Nel frattempo l’Italia dei lavoratori e del merito prosegue imperterrita con il record di occupati (mezzo milione in più in un anno), e cali di disoccupazione in previsione sempre maggiori.