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L’introduzione della tassa sul carburante per l’aviazione, voluta dall’Unione Europea, renderà più costosi i biglietti aerei.

L’imposizione di Bruxelles, è mirata al raggiungimento graduale della neutralità climatica, attraverso la riduzione delle emissioni di gas serra del 55% entro il 2030.
E questo dovrà avvenire adeguandosi ai requisiti previsti all’interno di diversi pacchetti normativi, tra cui l’«Energy taxation directive», ovvero la tassazione sul cherosene, che potrebbe arrivare a costare per i vettori europei fino a 99 miliardi di euro.

Conseguentemente si registrerà un aumento del prezzo dei biglietti e quindi una possibile riduzione del numero dei turisti, che privilegeranno altre destinazioni al di fuori dell’Europa. Un documento della società di consulenza Steer, commissionato da alcune delle principali associazioni delle aviolinee, Airlines for Europe (A4E) ed European regionsairline association (Era) ha stimato per l’Italia una riduzione del Pil di 4,1 miliardi di euro nel 2033 e circa 32.900 posti di lavoro che potrebbero essere a rischio. Come risposta, A4E ed Era chiedono alla Ue di preservare la competitività economica e i benefici sociali dell’aviazione europea, auspicando un approccio collaborativo tra l’industria e i decisori politici per trovare soluzioni sostenibili, ma non penalizzanti per i consumatori. 

Calcoli e stime molto negative che minacciano non solo il settore del trasporto aereo, ma tutto l’indotto legato al turismo. È compito dell’Unione Europea ascoltare le esigenze delle associazioni delle aviolinee e dei suoi cittadini, garantendo possibilmente una transizione realmente ecologica e non ideologica.