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PROTESTE ALLA PRIMA DELLA SCALA ANTAGONISTI MANIFESTAZIONE SCONTRI POLIZIA POLIZIOTTI ANTISOMMOSSA TAFFERUGLI

Dopo i fatti di Pisa e le polemiche della sinistra parlamentare e non, è stato un incontro tra i sindacati di polizia e il governo, rappresentato per l’occasione direttamente dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Tra i vari argomenti trattati è sorta l’idea, presentata dai sindacati, di introdurre la misura del Daspo.

Che cos’è il Daspo?

Si tratta di un provvedimento amministrativo introdotto nel 2007 che vieta l’ingresso alle manifestazioni sportive a chi si rende protagonista di scontri e violenze durante gli eventi sportivi, o lungo i tragitti che conducono agli impianti di gioco. La misura è automatica, disposta quindi senza dover attendere l’esito delle indagini penali. 

Cos’è successo a Pisa?

Il governo da giorni sta difendendo il corpo delle forze dell’ordine per quanto accaduto alla manifestazione di Pisa e alle relative critiche provenienti da sinistra. Un gruppo di facinorosi, studenti e non, volevano andare oltre il cordone della polizia pur non avendo l’autorizzazione. Che siano giovani o meno giovani conta poco a nostro avviso. Chi non rispetta le regole deve aver chiaro a cosa va incontro. Se l’autorità pubblica non viene debitamente informata o ritiene  che dare il nulla osta alla manifestazione possa comportare un grave rischio per l’incolumità, non solo dei partecipanti ma anche di cose e persone che nulla c’entrano con la riunione, allora potrebbe negare il consenso alla manifestazione. Se i manifestanti, come nel caso degli studenti di Pisa, non avvertono l’autorità in tempo e successivamente dimostrano un atteggiamento ostile contro le forze dell’ordine, queste ultime sono costrette ad intervenire.

La reazione scomposta della sinistra

Le associazioni studentesche, come era prevedibile, sono andate su tutte le furie. La coordinatrice della Rete degli studenti medi del Lazio, Tullia Nargiso, ha detto che dopo i fatti di Pisa non si aspettavano “che da un tavolo di confronto così importante emergesse una richiesta che punta ancora alla repressione”. Disapprovazione anche da parte dell’associazione studentesca di sinistra Udu: per gli universitari si tratta di una iniziativa “fuori luogo”, così l’hanno definita, perché “il diritto alla libertà di manifestazione è sacro e il governo Meloni deve smettere di tentare di incrinarlo”.

Ma la realtà è diversa

Quel che si cerca di dimenticare tuttavia è che se da un lato il diritto a manifestare è sacro e garantito dalla Costituzione, esistono delle regole da osservare per questioni di sicurezza. Molto semplicemente le autorità devono essere informate dell’iniziativa e rilasciare il relativo permesso. Non bisogna, poi, dimenticare il vincolo che pone la stessa Costituzione riguardo alla libertà di riunione: la manifestazione, affinché possa essere autorizzata, deve essere pacifica e senza armi. La proposta del Daspo è nata proprio per separare i manifestanti violenti da quelli pacifici. E’ a causa di queste persone che la situazione degenera e purtroppo a volte ne fanno le spese sia le forze dell’ordine sia la gente che desidera solo comunicare la propria voce.