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Nel pomeriggio di ieri, nel giorno dedicato a tutte le donne (ma che non si è rivelato tale per le dimostrazioni di Non Una di Meno a Roma che hanno escluso le donne israliane), doveva tenersi all’università Sapienza l’evento “Ricambio generazionale, pronto partenza via” organizzato da Le Contemporanee con la partecipazione degli studenti di Azione Universitaria.

Dopo la censura verso Daniele Capezzone avvenuta sempre nella stessa università, è arrivata anche quella nei confronti di David Parenzo. Giornalista e conduttore de “L’Aria Che Tira” su La7 e di origine ebraica, non propriamente amico dei partiti di centro-destra, è stato accusato di essere un fascista, razzista e di utilizzare la questione femminile strumentalizzandola per difendere e giustificare il genocidio in Palestina.

Il giornalista attraverso un video in diretta sui social mostra i colpi dati sulle pareti dell’aula dall’esterno così da impedire la realizzazione della conferenza. “Fuori i fascisti dall’università!”, continuano a urlare i ragazzi. Poi, in seguito all’intervento di alcuni poliziotti in borghese, la situazione di tensione è lentamente rientrata e l’evento ha preso il via. “Siamo bloccati dentro un’aula e non possiamo uscire. Viva la democrazia”, scrive nel post. Immediata la solidarietà da tutti i partiti politici, anche quelli dell’opposizione.

Questa ennesima contestazione ai danni di un relatore invitato ad un evento organizzato da Azione Universitaria alla Sapienza denota il totale controsenso dei collettivi studenteschi che ormai attaccano qualsiasi persona senza analizzare realmente ciò per cui ci si batte. L’indottrinamento figlio del ’68 e del socialismo diventa sempre più insito nella società e nelle menti dei ragazzi che non sono più in grado di affrontare un ragionamento razionale con la propria testa. Mischiando il tutto e il contrario di tutto.

Esprimere le proprie idee è un diritto, e come tale esprimiamo la nostra solidarietà nei confronti di David Parenzo, sperando che le contestazioni, se devono avvenire, si compiano pacificamente, lasciando liberti tutti però di esprimere il proprio pensiero.