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MARCO MARSILIO PRESIDENTE REGIONE ABRUZZO

Doveva essere un referendum sul Governo, si è trasformato nella pietra tombale sull’efficacia del campo largo dopo il sorprendente “Effetto Todde”. In Abruzzo trionfa la destra e lo fa con un risultato che trascende sondaggi e perfino le previsioni della vigilia. Si pensava ad un testa a testa ma alla fine Marco Marsilio si conferma Presidente con oltre il 54% delle preferenze.

Nessun Presidente della regione Abruzzo aveva centrato la riconferma al secondo mandato, rendendo la regione l’emblema di una continua alternanza tra progressismo e conservatorismo a cavallo tra Prima e Seconda Repubblica. Tra i dati finali nella coalizione del Presidente Marsilio, Fratelli d’Italia conferma di essere la pietra miliare della coalizione, con il 24% dei consensi. Un risultato corposo, leggermente al di sotto della media nazionale ma quattro volte superiore al voto del 2019.

Giuliva Meloni fa festa sui social. Il Premier ha scritto “Marco Marsilio è il primo Presidente nella ad essere riconfermato dagli elettori per un secondo mandato. Ed è per noi motivo di grande orgoglio che i cittadini abruzzesi abbiano voluto continuare a dargli fiducia, e con lui a dare fiducia al Centrodestra, che si conferma maggioritario. È una fiducia che, come sempre, non tradiremo. Continueremo a lavorare per restituire all’Abruzzo e all’Italia il posto che meritano. Grazie!”

Molto bene anche il fronte popolare e liberale di Forza Italia, che nel corso post-Berlusconi si conferma partito sorprendentemente in crescita ed alle urne incassa il 13%. Il risultato del partito di Antonio Tajani certifica invece il travaso di voti dalla Lega a Forza Italia e certifica la crisi del Carroccio, sempre più eroso nei consensi di quelle che un tempo erano vere e proprie roccaforti. Dopo l’exploit del 2019 Salvini si ferma al 7.6%, vedendo sempre più concreta la discesa nel baratro che porta verso le Europee, dove anche in ID i rapporti coalizionali potrebbero vedere un netto ridimensionamento del “Capitano”. Sui canali ufficiali Salvini si è limitato a celebrare la vittoria di coalizione, sottolineando la sconfitta della sinistra ed il pessimo risultato del Movimento di Giuseppe Conte.

Il “campo largo” che supportava D’Amico si è dimostrato invece perdente. La coalizione che tiene dentro tutti, dal PD a Fratoianni, Bonelli, Azione e Renzi, non ha replicato il risultato sardo. Il Partito Democratico si ferma al 20% mentre il Movimento 5stelle viene superato con il risicato 7.01% dalla lista civica “Abruzzo Insieme” (7.66%). Azione si ferma al 4%, Alleanza verdi e sinistra al 3.6%.

A livello locale e geografico Marsilio si conferma il più votato a L’Aquila (+5.4%), Chieti (+1.8%), Montesilvano (+14.8%) e Avezzano (+25%). D’Amico trionfa a Pescara (+4.6), Teramo (+6.6), Vasto (+3.8) e Lanciano (+0.2). Risultati che certificano come la natura del voto sardo sia stata episodica e per il campo largo del fronte progressista la più brutale e beffarda delle illusioni.