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Balcone di Giulietta a Verona

La città dell’amore per eccellenza, Verona, è l’ennesima vittima della woke culture in salsa progressista italiana. E c’entra proprio l’amore in questa storia dai tratti ironici (peccato sia la realtà dei fatti). Come tutto il mondo sa, a Verona, in via Cappello, è situtato il famoso balcone di Giulietta. Che ruolo avrà mai in questa vicenda il balcone di Romeo e Giulietta, vi starete chiedendo. La sinistra veronese è andata su tutte le furie perchè turisti da tutte le parti d’Italia e del mondo, ogni giorno, sfiorano i seni di bronzo di Giulietta che, secondo la tradizione, portano fortuna.

Ecco qui che però nell’Occidente progressista di oggi questo non è più possibile. Si aprono dei fori nei seni della bronzea Giulietta (per le troppe “palpate”) e la vicesindaca democratica Barbara Bissoli, con delega alla Parità di genere, non perde tempo a farne una battaglia femminista e a pensare di vietarlo in futuro. L’atto simbolico del “palpeggiamento” che porta fortuna (neanche portasse sfortuna!) diventa un atto sessista, perché non chiederebbe il permesso a Giulietta. Sí il tema sarebbe proprio quello del consenso, mancato, mai arrivato, e che indubbiamente mai arriverà, da parte di una statua di bronzo.

“È bene cogliere l’occasione del degrado fisico della statua per sollecitare una riflessione sul tema del consenso… L’obiettivo (dei futuri cartelli) è quello di stimolare in ciascuno una riflessione sull’opportunità, o meno, di alcuni gesti” le parole della vicesindaca.

E mentre Giulietta attende di sapere dove e se potrà essere toccata di nuovo, a noi non resta che attendere di conoscere le prossime fortunate e rilevanti battaglie di questa sinistra progressista sempre più illuminata.