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Haiti, il paese caraibico che ormai da anni versa in una crisi economica ed umanitaria disastrosa, da una decina di giorni si ritrova nel caos più totale, preda di svariate gang criminali, le quali hanno preso il controllo dell’80% della capitale, Port-au-Prince, grazie anche alle alleanze politiche createsi nel corso di questi anni, segnati, per l’appunto, da una enorme instabilità politica.

Cadaveri per strada, palazzi dati alle fiamme, prigionieri liberati dalle carceri, terrore e l’esigenza disperata di cibo stanno tenendo un’intera nazione intrappolata nelle mani di violente bande, le quali stanno compiendo gesti inenarrabili, come violenze sessuali su donne e bambini.

A capo di questi scontri vi è Jimmy Cherizier, conosciuto come “Barbecue”, un ex ufficiale di polizia noto per la sua crudeltà. “Barbecue”, che deve il suo soprannome per la sua tendenza omicida di bruciare le persone vive, è il boss della cosiddetta “G9 an fanmi”, una coalizione delle nove più efferate bande della capitale, oltre che il principale oppositore del Premier dimissionario Ariel Henry, accusato quest’utimo di
aver ricoperto tale carica non democraticamente, non essendo stato eletto dopo l’uccisione del suo predecessore, Jovenel Moise, il quale avrebbe stretto rapporti in passato con Cherizier.

Come accennato poc’anzi, è notizia di poche ore fa la decisone di Ariel Henry di rassegnare le dimissioni: “Il Paese ha bisogno di stabilità e pace”, ha dichiarato l’ex Primo Ministro, nella speranza, attraverso questa azione politica, di alleviare la crisi di Haiti. “Prendiamo atto delle dimissioni del primo ministro Ariel Henry” ha dichiarato Mohamed Irfaan Ali, presidente della Guyana e della Caricom, la Comunità
dei Caraibi, presente in Giamaica per trovare una soluzione alla crisi di Haiti, assieme al Segretario di Stato americano, Anthony Blinken ed altri soggetti internazionali. “Le dimissioni aprono a un accordo di transizione pacifica del potere” ha concluso Ali.

Verrà, dunque, istituito un Consiglio Presidenziale di transizione, integrato da sette membri votanti, tra i quali rappresentanti della società politica, sociale e religiosa e due osservatori. Un organismo che avrà un’importanza costituzionale decisiva, avendo il compito di organizzare il prima possibile delle elezioni legislative e presidenziali per Haiti.

La creazione di questo Consiglio, ha affermato Blinken, sarà fondamentale per il processo di ritorno alla normalità per il paese caraibico. Si spera che questo organo possa al più presto svolgere le funzioni per le quali è stato costituto, poiché nel frattempo lo stato di emergenza ad Haiti è stato prolungato dal Presidente ad interim Boivert fino al 3 aprile, e la furia aggressiva delle gang sembra non avere fine.