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GIUSEPPE CONTE M5S, ELLY SCHLEIN SEGRETARIA PD

Ciò che in questi giorni sta andando in scena in Basilicata è il lato peggiore della politica, ma nello specifico raffigura il completo disfacimento del campo largo in balia degli istinti selvaggi di Conte e dell’incapacità gestionale della segretaria Schlein.

A quasi un mese dalle elezioni regionali in Basilicata e a pochi giorni dalla scadenza della presentazione delle liste, la sinistra italiana non è ancora riuscita a trovare la quadra. L’ormai fu “Campo largo”, trionfalmente sponsorizzato dopo una non brillante prestazione dei partiti in Sardegna, si sta trasformando in un miscuglio di partiti senza capo ne coda. Se il PD con la sua segretaria dovrebbe dettare la linea, anche forte del suo 20% nazionale, nella realtà è alla mercé del M5S, con Conte che propone agli alleati il nome del governatore e gli altri che lo seguono.

Ma i colpi di scena non sono finiti qui. Il leader di Azione, Carlo Calenda, ieri sera si è sfilato dalla coalizione in seguito alla non condivisione del nome del candidato; il PD lucano che chiede una riunione del partito regionale in quanto la candidatura di Lacerenza non è stata condivisa con il territorio e non è passata dal voto del partito; e per metterci la ciliegina sulla torta, Romano Prodi torna prepotentemente sulla scena politica, dando il suo benestare all’unione tra tutti i partiti di sinistra per sconfiggere la destra brutta e cattiva.

Quello che è avvenuto nella giornata di ieri è la rappresentazione della non curanza dei cittadini che vanno a votare e che tra un mese dovranno scegliere da chi farsi governare per i prossimi cinque anni. L’unione contro qualcuno non è la soluzione, come non lo sono molte delle proposte su cui i partiti pensano di poter trovare la sintesi e che pesano come macigni sulle nostre teste per i prossimi anni.

Governare vuol dire fare il bene per altri, portare le proprie proposte alla sua massima estensione e praticità per guidare i cittadini verso un futuro migliore. La realtà a sinistra dimostra purtroppo tutt’altro. La visione dovrebbe essere al centro della scena, invece sembra sempre più in fondo alle priorità della sinistra.