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Il piano Mattei inizia a prendere forma. Nel fine settimana è partita la seconda missione guidata dal Presidente Meloni. Inserita in un contesto più ampio, la missione era a tutti gli effetti una spedizione europea. La delegazione vedeva oltre al premier e alla Presidente della Commissione Europea, anche quattro leader di altri paesi europei, Austria, Grecia, Belgio e Cipro.

I sei sono volati nel paese dei faraoni per stringere un’importante accordo di 7.4 miliardi che nel prossimo triennio 2024-2027 aiuterà il paese ad uscire da una pesante crisi, essendo l’Egitto minacciato su più fronti. Alcuni campi d’intervento del piano europeo sono gli stessi rispetto all’accordo firmato con la Tunisia: controllo delle migrazioni, politica energetica, sviluppo dell’area Mediterranea con l’Ue ben più centrale rispetto al passato per contrastare le decise offensive diplomatiche di Russia, Cina e Turchia.

Gli altri punti riguardano la difficile situazione economica, la complicata situazione libica, la guerra civile in Sudan e soprattutto la guerra a Gaza. Questi fattori contribuiscono enormemente a destabilizzare l’Egitto essendo uno dei pochi paesi ancora stabili nella regione e soprattutto primo crocevia di transito dei migranti che attraversano il paese per poi partire dalle coste libiche. In tutto ciò gli aiuti europei si sommano ad altri: il Fondo Monetario Internazionale ha incrementato il suo prestito fino a 20 miliardi, ben 24 miliardi arriveranno dagli Emirati Arabi Uniti per lo sviluppo del Sinai e ora l’Ue prevede di mettere sul piatto cinque miliardi di prestiti, 1,8 miliardi di investimenti e centinaia di milioni per progetti bilaterali, fra agricoltura sostenibile, infrastrutture, sanità e migrazioni, con 200 milioni.

In mezzo agli incontri tra capi di stato, l’Italia in Egitto parla anche di cultura. Il ministro Valditara ha firmato infatti un Memorandum di Intesa per rafforzare la cooperazione tra i due sistemi scolastici, la formazione di docenti di italiano, lo sviluppo degli studi nel settore dell’istruzione tecnica e professionale in settori come turismo, industria, meccatronica, tessile e la stessa energia.

Nonostante la contrarietà dell’opposizione, l’Italia continua ad essere protagonista nel Mediterraneo, mostrandosi affidabile e preoccupandosi di tutte quelle questioni fondamentali che potrebbero portare le crisi attuali a ritorcersi contro noi stessi. Attendendo che la sinistra si svegli dal torpore di questi decenni, l’Italia piano piano emerge con un leader capace e tutt’altro che estremo.