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La politica italiana non è nuova alle accelerazioni sorprendenti e capota spesso – anche troppo – che nel giro di poche ore alcune dichiarazioni appiano più che vecchie, addirittura vetuste o per dirla con una terminologia vinicola trasferita ai social “ invecchiate male”. Capita dunque di trovarci a scrivere editoriali che da un giorno all’altro appiano totalmente antitetici ai limiti della schizofrenia politica. Concetto clinico-politico che raggiunge l’apoteosi quando si tratta del centro sinistra e affini. 

Il caso Basilicata è sul punto alquanto esplicativo dello “stato dell’arte”, per dirla brutalmente il campo largo arranca, quello larghissimo non esiste, e in Basilicata i traumi abruzzesi hanno raggiunto vette inesplorate, con Azione di Calenda che dopo i diktat di Conte e il silenzio telefonico di Elly Schlein ha deciso di seguire Italia Viva e appoggiare la candidatura del governatore uscente il Generale Vito Bardi.  Sono passate poco più di tre settimane dalle baldanze sarde, dai proclami sul “vento che cambia” e l’annunciata fine della destra  gridate urbi et orbi dagli esponenti del centro sinistra hanno lasciato il campo alle recriminazioni e agli asti tra ex alleati. 

Che qualcuno stesse eccedendo nella sopravvalutazione del risultato sardo lo avevamo detto e che riproporre quelle condizioni alle altre regioni e addirittura al paese fosse ardito lo abbiamo più sottolineato, ma da qui alla repentina implosione totale ci è sembrato francamente grottesco.  Del resto quando si tratta della sinistra la realtà supera di gran lunga la più fervida immaginazione. 

Da quando poi alla guida del pd c’è Elly Schlein il tutto si è fatto realmente più drammatico, e ci è sembrato quasi un remake delle politiche, ricordate ? Il selfie, la grande alleanza,  le appassionate dichiarazioni e nel giro di un giorno tutto, ma proprio tutto è crollato. 

Alla prova dei fatti l’accozzaglia non regge, e un Calenda coi grillini non è credibile, del resto la nostra storia ci insegna che per quanto ci si sforzi riformismo e massimalismo non sono conciliabili, e di conseguenza non possono essere apprezzati dagli elettori. Elly Schlein che come segretario non è debole, ma di più poi stenta ad egemonizzare l’opposizione lasciando a Conte il dominio assoluto su tutto. Non può esistere una colazione senza leader, e dissociata persino nei programmi, sempre in fibrillazione. Di più non può essere credibile se confrontata ad un centrodestra più che compatto, con una leader, qui si legittimata anche dal consenso, e un programma che fatte salve alcune sfumature è omogeneo, tanto nella teoria quanto nella prassi. Non ci resta che porci una domanda ma questo carnevale quanto durerà ? 

Quanto impiegheranno gli iscritti al Pd a chiedere un cambio in segreteria e a modificare le regole del cosiddetto congresso, impedendo come nel caso della Schlein che i loro voto venga ribaltato dai passanti? Secondo noi molto poco.