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La nuova giunta militare nigerina – a seguito delle dichiarazioni del colonnello Amadou Abdramane – ha scelto di interrompere con effetto immediato gli accordi con le truppe americane presenti nel Paese. La scelta – si racconta – è stata dovuta in seguito a delle violazioni del protocollo diplomatico, ma vi è la certezza però che i rapporti fossero tesi anche a causa di nuovi attori politici in gioco sul territorio nigerino. 

Dal 2012 la delegazione americana e AFRICOM cooperano in difesa del territorio nigerino dalle attività terroristiche e jhadiste con due basi militare aeree e una intelligence operativa che svolge funzione di sorveglianza. Dopo il golpe, però, si è fatta strada la Russia all’interno del paese. E così gli Stati Uniti sono stati gradualmente allontanati.

A seguito della deposizione del presidente Mohamed Bazoum, il supporto militare americano ha subito una serie di evidenti restrizioni, che hanno compromesso gli accordi di cooperazione dallo scorso ottobre, nonostante Washington sia rimasta comunque collaborativa per stabilire nuove relazioni di sicurezza. Come gli USA, anche l’Unione Europea è stata costretta a sospendere le sue missioni previste dal G5. 

Mentre francesi e americani si preoccupano del possibile soccorso dei russi ad occupare i posti vuoti, gli italiani (MISIN) restano l’unica forza straniera autorizzata in Niger. E, non solo permane la nostra presena, ma continuano a proliferare gli accordi con il Parlamento italiano di ricognizione e sorveglianza a contrasto del traffico clandestino.