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A Pioltello, in Lombardia, ha fatto scalpore la chiusura di un istituto scolastico per il Ramadan, dovuto, nelle intenizioni dei vertici dell’istituto, alla presenza di un 40% di studenti musulmani. Lo scalpore mediatico che ha visto contrapposto il Ministro Valditara al Preside dell’istituto non accenna a placarsi. Abbiamo intervistato Andrea Galimberti, Consigliere comunale della lista Polo per Pioltello e Presidente del circolo di Nazione Futura Pioltello.

La scelta di chiudere la scuola di Pioltello è stata oggetto di polemiche. Cosa ne pensi?
È stata una scelta divisiva perché a Pioltello sono oltre cento le etnie censite, quindi è una città dove convivono diversi popoli e religioni e non c’era mai stata discussione su un tema simile. Come Polo per Pioltello ma anche Nazione Futura Pioltello crediamo che questa scelta sia, ripeto, fortemente divisiva. Uno dei motivi di contrarietà è la profonda differenziazione delle religioni che convivono a Pioltello. Qui ci sono importanti comunità ortodosse e una comunità Sikh. Perché queste religioni dovrebbero sentirsi inferiori in termini di diritti a quella islamica? Questo sarebbe un segno di cedimento, un cedimento culturale denunciato nel passato da grandi scrittori come Oriana Fallaci e nel presente da Federico Rampini. Qualcosa che preoccupa e non poco.

Che valutazione dai alla scelta del Ministro Valditara di comunicare che nessun preside può prevedere ulteriori festività oltre a quelle già previste, dichiarandosi implicitamente quindi contrario alla scelta del preside di Pioltello?
A mio avviso il Ministro Valditara è il profilo che meglio si sta comportando in relazione alla questione. Cito anche l’On. Paola Frassinetti al Ministero dell’Istruzione e del Merito, dello stesso avviso del Ministro. Bisognerebbe capire quale stratagemma abbiano escogitato il consiglio d’istituto e il preside per evitare di comunicare alla regione Lombardia la chiusura straordinaria senza l’aggiunta del connotato di festività religiosa. Se parlassimo di chiusura motivata da festività religiosa, dovrebbe essere validata dalla regione. Alcune voci della maggioranza e del consiglio motivano, incredibilmente, in senso contrario al movente
religioso.

L’integrazione è e deve essere un obiettivo comune, sia di chi ospita (noi italiani), sia di chi arriva (gli immigrati). Si integrano realmente i nuovi arrivati con queste scelte?
Secondo me l’integrazione è un obiettivo fondamentale, le cui vie sono molteplici. Pioltello è, come dicevo prima, una comunità molto particolare o dove vi è un quartiere con oltre 10.000 persone, collocato nella Pioltello nuova, abitata anticamente da immigrati meridionali, attualmente residenza di immigrati sudamericani e arabi, soprattutto pakistani. È difficile far convivere molte etnie, ma Pioltello in questa è un’eccellenza. Rimane che, alla concessione di diritti, debba seguire la parità dei doveri. Crediamo che questa chiusura, non motivata da alcuna richiesta formale delle comunità musulmane, possa creare un precedente pericoloso dinnanzi alle altre comunità religiose, che seppur minoritarie sono presenti sul nostro territorio.

Comunità musulmane che comunque non costituiscono la maggioranza…
Il 40% di assenze penalizza il restante 60% di studenti che sarebbe andato a scuola. Ribadiamo comunque con fermezza la nostra solidarietà al Preside, perché pur non condividendo la scelta, deploriamo con fermezza le minacce ricevute.

“Noi” in Occidente eliminiamo i nostri simboli e le nostre tradizioni per non offendere “gli altri”. Poi si crea il caso Pioltello. Viviamo un paradosso di incoerenza?
Si, come Nazione Futura e come Lista civica per noi è incoerenza. Noi avversiamo da anni chi tenta di denigrare e cancellare la nostra cultura, tradizioni. Siamo fermamente convinti, nonostante le accuse strumentali al centro destra locale, che siano necessarie oggi più che mai le nostre tradizioni e la nostra cultura. Da Fallaci a Rampini fino a Houellebecq in Francia, molti intellettuali hanno messo in guardia l’occidente dinnanzi a questo abbandono di valori e tradizioni. Un grave problema, considerando poi, ad esempio, che la Francia in video e manifesti promozionali per le olimpiadi oscura la croce. In Italia chiude oggi una scuola, nonostante la maggioranza degli studenti non osservi il Ramadan. Ci batteremo con la cultura per fronteggiare la deriva in atto. Non credo tuttavia che questo sia il primo step di un processo di islamizzazione, ma è un cedimento interno a livello nazione. Un cedimento influenzato da una decisione del preside e del consiglio d’istituto. Non possiamo essere comunità nazionale solo nel calcio e nello sport, ma dovremmo esserlo anche nel momento di difendere la nostra identità.