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La chiusura della scuola milanese per il Ramadan rappresenta un vero e proprio attacco alla nostra identità millenaria, europea e dunque cristiana.

Una decisione folle, quella presa dall’istituto di Pioltello, che ha come conseguenza quella di insegnare agli studenti, sin dalla giovane età, il rifiuto verso la propria storia. Una notizia tuttavia che rientra nel più grande fenomeno occidentale dell’oicofobia, ovvero dell’odio verso noi stessi, che sta accelerando la fine della civiltà europea, per lasciare spazio all’egemonia del pensiero unico declinato nei vari campi e alle culture e religioni straniere, come l’Islam, che, non piegandosi alle degenerazioni moderne, riescono a sopravvivere.

Tale fenomeno nelle scuole italiane è iniziato ormai da decenni con la battaglia contro il crocifisso nelle aule in nome dei laicismo, ma che ha insegnato a intere generazioni di studenti a mettere da parte il proprio portato storico millenario.

Proprio ieri, durante la puntata di Piazza pulita andata in onda su la 7, il Presidente di Nazione Futura Francesco Giubilei ha parlato di tutto questo e di come la decisione della scuola milanese non sia propedeutica per una corretta integrazione. Durante la diretta televisiva ha mostrato un crocifisso per ribadire come esso sia un simbolo della nostra cultura.

Riportiamo qui di seguito il testo integrale dell’intervento di Giubilei:

Il crocifisso rappresenta non solo un simbolo di carattere religioso, ma rappresenta un simbolo di carattere storico, identitario, tradizionale, rappresenta in sintesi la nostra cultura.

Quando noi parliamo della cultura, dell’identità nazionale di un paese, o perfino di un continente come il caso della civiltà europea, non ci riferiamo solo ed esclusivamente a un Contesto religioso, ma ci riferiamo al fatto che il cristianesimo ha plasmato le nostre usanze, il nostro modo di vivere.

Quello che sta accedendo in Italia e più in generale in Europa è quello che il Roger Scruton, il principale filosofo conservatore, definisce “oicofobia” , ovvero odio verso noi stessi, odio verso le nostre radici e il caso di Pioltello è emblematico verso questo punto di vista .

Se ci sono degli stranieri che vengono in Italia devono anzitutto rispettare la nostra storia, le nostre tradizioni e dunque anche quelle che sono le nostre  festività cristiane, che sono evidentemente diverse dalle festività mussulmane. Per cui se i bambini mussulmani dovessero decidere di restare a casa nel giorno del ramadan siamo in un paese libero ed è giusto che lo facciano, ma al tempo stesso non è giusto che la maggioranza dei bambini italiani debba restare a casa  in quella giornata, non riconoscendosi in quelli che sono i valori dell’islam. E soprattutto c’ è un tema di integrazione e integrazione significare riconoscere la storia e le tradizioni del paese in cui si vive . Nessuno di noi chiederebbe di fare al contrario nei paesi arabi: un italiano , un europeo , un occidentale che va a vivere in un paese arabo non chiederebbe mai che venga riconosciuto il Natale. Nessuno chiederebbe mai che il natale fosse  riconosciuto in un paese con una tradizione diversa”.