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Comincia a Subiaco, nella città di San Benedetto patrono d’Europa, l’avvicinamento dei conservatori europei alle elezioni del prossimo giugno. Una scelta oculata e di spiritualità, coincisa con il lancio di un “Manifesto per i Valori Conservatori”, presentato sul palco dal Co-Presidente Procaccini e da una delegazione di alcuni dei volti più rappresentativi dell’ECR, tra cui il Prof. Zdzisław Krasnodębski (Diritto e Giustizia), Nicolas Bay (Reconquete), Jorge Buxadé e Margarita de la Pisa (Vox). Presenti anche il Senatore Marcello Pera (FDI) protagonista di una mirabile lectio magistralis e la delegazione europea del partito di Giorgia Meloni con Carlo Fidanza, Pietro Fiocchi, Denis Nesci, Chiara Gemma ed Elisabetta De Blasis.

Il manifesto, articolato in 12 punti differenti, e permeato da una visione “benedettina”, si ramifica su diversi ed imprescindibili pilastri. Nel preambolo si legge: “In un momento in cui l’identità culturale europea è messa in discussione dalla crescente imposizione di ideologie liberali progressiste, espresse attraverso narrazioni “woke” e “teorie gender”, il gruppo ECR riconosce la necessità di sottolineare i principi duraturi che hanno plasmato i valori europei nel corso della storia. Ci riuniamo a Subiaco, luogo sacro segnato dallo spirito di San Benedetto, Santo Patrono d’Europa, al fine di sviluppare attraverso una Carta dei Valori i principi fondamentali che definiscono il conservatorismo, rafforzando il nostro impegno nella promozione di una comunità stabile, giusta e armoniosa”.

La visione dei conservatori europei legata all’Europa come comunità storica e culturale predilige quindi una “middle way” tra euroscetticismo dogmatico ed europeismo federalista, quello che negli anni della maggioranza Ursula ha costretto i Popolari a ripiegare su posizioni antitetiche al conservatorismo ed al “common sense” in piena sinergia con i socialisti. L’Ecr, quindi, sposa il progetto di un’Europa confederale e delle Patrie, alimentata dalla “saggezza del passato e della tradizione”.

Una sinergia intergenerazionale di “burkiana” memoria che abbraccia la libertà di pensiero in antitesi alle derive politicamente corrette ad ascrivibili alla “woke culture” che imperversa nel mondo occidentale. Nel manifesto svettano inoltre le menzioni ai temi etici, alla morale ed alla spiritualità, un rimando al “conservatorismo verde” in antitesi agli echi della Generazione Thunberg e la promessa di un’Europa politica forte e solida nel sostenere libertà, diritto alla vita e la pace nello scacchiere geopolitico. Gli ultimi capisaldi invece si legano alla crisi demografica del continente, al sostegno alla natalità ed alla famiglia tradizionale come alveo primario per la crescita dei cittadini del futuro.

Infine, l’Europa che sogna l’ECR si alimenta di un sistema educativo incentrato “sull’eccellenza e la meritocrazia”, termini diventati inspiegabilmente tabù nell’Europa e nell’UE a trazione progressista. I conservatori europei riaffermano quindi una contesa politica ma soprattutto culturale e metapolitica, come ben ribadito sul palco da Nicola Procaccini. Il Co-Presidente, in tandem con il filosofo polacco Legutko, del gruppo ECR ha ribadito con fermezza: “Noi conservatori vogliamo proteggere i valori classici e le radici giudaico-cristiane che sono decisive per la formazione dell’Europa del domani. Dimenticare il passato, come vorrebbe la cancel culture, significherebbe mettere a repentaglio il futuro”.

Da Subiaco, la città del Santo Patrono d’Europa, comincia la grande sfida dei leoni europei!


Per leggere l’intero manifesto “The Benedictine Vision”: https://mcusercontent.com/82d965dcba0981b7182e9dfd7/files/fa4fda67-617b-36d7-dc369548686f7367/ECR_CHARTER_OF_VALUES_Subiaco_2024.pdf