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Com’é possibile che la Russia di Putin, perennemente minacciato – così dicono di sentirsi – dall’espansione verso Est della NATO e dall’annullamento degli stati cuscinetto che garantivano il proprio senso di protezione, si ritrovi ad essere così fragile al proprio interno?

Ci riferiamo all’attacco terroristico avvenuto nei giorni scorsi a Mosca per mano dei terroristi islamici. Il gesto, oltre ad aprire un fronte di analisi riguardante i servizi segreti russi, apre il fronte sulla sicurezza interna e sulla debolezza del presidente Putin, nonostante il plebiscito delle ultime elezioni.

Nell’ultimo decennio gli attacchi terroristici sul suolo russo si sono intensificati. Questi dissidi hanno radici lontane e profonde, alcune le si possono ricercare anche nello smembramento dell’URSS, ma quelle che hanno maggiormente impattato la vicenda attuale risalgono alla guerra in Cecenia, e soprattutto all’appoggio di Putin verso Assad in Siria per combattere l’ISIS.
Da quegli avvenimenti e da quando c’é Putin al potere, si sono verificati numerosi attacchi, eccone qui alcuni:

  • L’attentato al treno Nevsky Express è stato un attacco con esplosivo verificatosi il 27 novembre 2009. Si tratta dell’atto terroristico più sanguinoso, all’infuori delle regioni caucasiche;
  • L’attentato alla metropolitana di Mosca del 29 marzo 2010 è stato un attentato terroristico suicida compiuto da due donne nelle stazioni Lubjanka e Park Kul’tury della metropolitana di Mosca;
  • L’attacco terroristico all’Aeroporto di Mosca nel 2011 è stato compiuto con l’uso di esplosivi, all’interno del più importante aeroporto russo, è costato la vita a 37 persone;
  • Gli attentati di Volgograd del 2013 sono stati due attacchi suicida compiuti il 29 e il 30 dicembre 2013. Entrambi gli attacchi causarono 34 vittime, tra cui i due attentatori, e 85 feriti, segnando il peggior attentato terroristico per vittime nel paese;
  • L’attentato alla stazione di polizia dell’Autostrada di Shchelkovo è stato un attacco avuto luogo nella stazione di Polizia vicino a Mosca, il 17 agosto 2016. Due uomini armati hanno attaccato la stazione. Entrambi gli aggressori sono stati uccisi dalla polizia;
  • L’attentato alla metropolitana di San Pietroburgo il 3 aprile 2017. Fu causato dall’esplosione di un ordigno all’interno di un vagone della linea blu, la numero 2. Il numero totale dei morti è di 14 mentre quello dei feriti 47.

Questi attacchi e la guerra in Cecenia hanno segnato tutta la presidenza di Putin, avendo fatto della sicurezza sia esterna che interna un pilastro su cui ha costruito il proprio consenso. Purtroppo è evidente che questa sicurezza è solo apparente e se persino i servizi segreti non sono stati capaci di evitare le numerose incursioni passate ma soprattutto quella più recente, si può essere sicuri nel dire che esiste un reale problema terrorismo islamico in Russia, che, nonostante gli attuali rapporti col Cremlino, dovrebbe vederci tutti uniti per sconfiggerlo.