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Mancano ormai sempre meno giorni al 9 giugno 2024, giorno nel quale si terranno le elezioni europee. Per potersi presentare al meglio c’è bisogno che il centrodestra si dimostri più unito che mai, come accadde nella campagna elettorale in vista delle elezioni politiche del 2022.

Oggi però non possiamo non ammettere che ci siano alcune frizioni sul futuro assetto europeo dobute al fatto che si voterà con il sistema proporzionale. Inoltre, s’inseriscono anche le recenti dichiarazioni dell’esponente di spicco della destra Francese Marine Le Pen durante la kermesse di Identità e Democrazia organizzata dal Vicepremier Matteo Salvini. “Signora Presidente – chiede Le Pen rivolgendosi a Meloni – sosterrete von Der Leyen? Io credo di sì. Così si contribuirà ad aggravare le politiche di cui tanto soffrono i popoli d’Europa. Unico che si opporrà a Von Der Leyen a destra sarà Matteo Salvini”.

Meloni per mantenere l’unità e non gettare benzina sul fuoco ha deciso di non replicare. La Premier, in vista delle elezioni, ha chiesto ai suoi colleghi di governo di non alimentare le divisioni all’interno della coalizione, proposta che inizialmente è stata respinta dal leader della Lega Matteo Salvini. “Da sempre come centrodestra in Europa siamo su posizioni diverse” – ha ribadito il ministro dei trasporti. “Qualcuno ha votato questa commissione, ha votato Ursula Von Der Leyen, ha sostenuto la commissione per me sciagurata che anche oggi ha portato i trattori a manifestare a Bruxelles perché ha fatto danni all’agricoltura e alla pesca.” Concetto ribadito anche in una nota ufficiale della Lega: “Speriamo che nessuno, nella coalizione che guida il Paese, preferisca governare l’Ue con Macron e i socialisti, piuttosto che con la Lega e i suoi alleati”.

Meloni, però, ingaggiata dai giornalisti, risponde alle preoccupazioni di Salvini su una vicinanza tra la Premier e la Von Der Leyen e su una collaborazione con la sinistra europea: “Tutti sanno qual è la mia strategia e do per scontato che sia condivisa da tutte le forze di maggioranza, che è quella di portare una maggioranza di centrodestra anche in Europa”- ha detto Meloni ieri a Potenza. Del resto “tutti sanno che se c’è una in Italia e in Europa che non ha mai governato con la sinistra, quella sono io”. In tutto questo, nonostante le preoccupazioni inizialmente mosse da Salvini, non si evince alcuna spaccatura del centrodestra sul fronte europeo. Anzi, il segretario di Forza Italia Antonio Tajani ribadisce l’unità della coalizione: “Io non faccio polemiche, i nostri elettori vogliono armonia. La maggioranza è solida”.

A certificare la stabilità del centro destra sono soprattutto i sondaggi. Ad oggi il blocco del centro-destra sembra in netto vantaggio nei confronti di tutti gli altri. Secondo quanto riporta Euromedia Research di Alessandra Ghisleri: un’alleanza simile a quella nazionale di governo con Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia vedrebbe il Partito Popolare Europeo con l’ID e l’ECR – il gruppo dei conservatori europei e riformisti – raggiungere i 339 seggi che, seppur al momento non sono sufficienti per operare in maniera sicura, sono sempre superiori rispetto ad un ipotetico blocco progressista composto da PPE con l’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici, vale a dire 315.

Inoltre è del tutto normale che tra partiti vi siano delle differenze, qualora non ci fossero, avremmo innanzi a noi un solo partito. Ad esempio: Il fatto che Salvini fosse un grande estimatore della Le Pen è ormai risaputo nonostante lei non piaccia a Forza Italia; così come il partito di Tajani ha un approccio molto più europeista rispetto alla Lega… Ma tutte queste evidenti differenze non devono intaccare con la collaborazione tra i partiti al governo.