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Le grandi utopie possono essere considerate una forma laicizzata del cristianesimo. Il retaggio cristiano del passato peccaminoso da redimere attraverso una confessione nel presente per un futuro migliore è rimasto anche nei fenomeni occidentali contemporanei. Questa visione ottimistica del futuro è stata fatta propria dalla scienza che è profondamente cristiana in quanto considera il passato ignoranza, il presente ricerca e il futuro progresso. Anche lo stesso Marx è profondamente cristiano poiché vede nella rivoluzione lo strumento del presente per raggiungere la giustizia futura. Anche gli agguerriti sostenitori del politicamente corretto, pur criticando il cristianesimo, ne sono profondamente influenzati, vedendo nel passato dell’occidente un “peccato originale” da eliminare attraverso il politicamente corretto per raggiungere l’utopia di un futuro migliore.  Ma più che di un futuro migliore, si può parlare di una civiltà occidentale la cui esistenza è in serio pericolo?  

Siamo di fronte ad una parte dell’establishment occidentale estremamente determinato a guidare la transizione verso un nuovo futuro per l’Europa e il pensiero unico rappresenta lo strumento perfetto per realizzare tale scopo. È un élite che impone il dogma dall’alto in diversi settori: dall’ambiente al gender, passando per l’eliminazione della storia attraverso la cancel culture. 

Il loro obbiettivo è quello di cancellare la millenaria cultura occidentale, costituta dalle varie identità nazionali e soprattutto dalla cristianità, per far spazio ad una nuova religione, quella del consumismo. Per tale ragione è l’esistenza stessa del mondo occidentale ad essere in pericolo. Se il cristianesimo fornisce all’individuo la possibilità di salvezza e di distaccarsi dal materialismo tramite un’ascesa spirituale, questo nuovo credo imposto ai cittadini europei, dietro alla promessa della liberazione individuale, nasconde una trappola, quella di rendere le persone schiave del consumismo e del materialismo declinato in tutti i campi… una vera e propria morte della gloriosa anima occidentale. Dunque, dietro a questo nuovo culto vi è solo una logica di mercato, ovvero quella di massimizzare il profitto. 

La logica del pensiero unico serve innanzitutto ad eliminare il pensiero critico individuale, poi le tradizioni e infine il cristianesimo, dunque l’occidente stesso. Il vuoto lasciato dal cristianesimo sarà occupato da una parte da questa nuova credenza, che permettimi di definire  “neo-pagana”, e dall’altra da religioni straniere che non si piegano alla modernità, come l’Islam.

Viene veicolata una pericolosa propaganda, che facendo leva sul senso di colpa occidentale, come il passato coloniale o la distribuzione delle ricchezze a suo vantaggio, vuole portare l’uomo occidentale a odiare se stesso, a vedere il suo glorioso passato come un “peccato originale” da eliminare. Un’azione che se non fermata porterà alla fine della civiltà occidentale.

Peccato originale che non a caso è il titolo che ho scelto per il mio libro. Volume che ha l’obbiettivo di indagare le ultime frontiere della follia del pensiero unico e far emergere il pericolo a cui è esposto il mondo occidentale, così da mostrare al lettore che un cambio di passo sia necessario per fermare un declino ormai annunciato.

Uno dei settori in cui il pensiero unico è dominante è di sicuro l’ambiente. L’ecologismo, come anche lei sottolinea nel libro, sta diventando sempre più un dogma assoluto. Lei nel libro definisce l’ecologismo un nuovo marxismo: ma quali sono i punti di contatto tra il primo marxismo e questa sua nuova forma contemporanea? 

La tematica green viene presentata come un vero e proprio dogma, ma torniamo al discorso fatto sopra per il politicamente corretto. Dietro al pensiero unico ecologista si nasconde esclusivamente una logica di profitto. Il motore elettrico viene promosso a discapito di quello classico endotermico non per combattere le emissioni, ma semplicemente perché chi lo promuove ha un tornaconto economico. Per convincere le masse, la tattica è sempre la stessa: puntare sull’emergenza, in questo caso climatica e far leva sulle paure delle persone, e dunque convincerli che ci sia una sola soluzione, quella più radicale, portandoli dunque a rinunciare al proprio stile di vita. Possiamo vedere come tali cambiamenti siano già in atto con l’aumento degli acquisti delle auto elettriche e l’introduzione di cibi sintetici.

Nella realtà dei fatti non esiste un’unica soluzione al problema del riscaldamento climatico e gli stessi scienziati italiani affermano come il riscaldamento globale dipenda per il 95% da fenomeni naturali legati al sole e solo per il 5% da attività dell’uomo.

Tutto il mondo continua ad inquinare come se non ci fosse un domani, mentre a malapena 700 milioni di persone, noi europei, hanno deciso di ripensare il proprio modello economico, con un risultato irrilevante sull’ambiente e disastroso per l’economia, a partire dall’automotive e con l’ulteriore effetto di aumentare la dipendenza economica dalla Cina, nostro rivale strategico.

La dittatura ecologista che sta dilagando in occidente può essere considerata un marxismo 2.0: se l’ideologia marxista viene sconfitta dalla storia durante il Novecento, ora viene riproposta sotto la veste green e ce la vogliono vendere come necessaria. In realtà essa è finalizzata solo ad ottenere un maggiore controllo sulle masse. Vi sono dei punti di contatto tra il vecchio e il nuovo marxismo: la volontà di distruggere il capitalismo e il desiderio di imporre un unico pensiero attraverso una propaganda asfissiante sulle masse.

Nel libro la fase attuale dell’occidente viene paragonata a quella attraversata dall’Impero romano prima della sua caduta. Ci sono le condizioni per essere preoccupati?

Sicuramente si. L’impero più glorioso di sempre è caduto per fattori interni e non per sconfitte sui campi di battaglia. Le cause che hanno portato alla disintegrazione dell’Impero romano sono il crollo demografico, la decadenza valoriale e l’immigrazione incontrollata. Quei medesimi fattori che ritroviamo oggi in Europa: nascite ai minimi storici, crisi dei valori cristiani e un’ immigrazione incontrollata dal Sud … ieri barbari dal Nord Europa, oggi islamici dall’Africa. Sono presenti, dunque, quei rischi interni che possono far crollare nuovamente l’occidente.

Lei fa riferimento nel libro a come già Papa Ratzinger avvertiva della crisi a cui stava andando incontro l’Europa, che la definì “vuota all’interno”. Per lasciarci con uno sguardo rivolto al futuro, secondo lei l’affermazione dei partiti conservatori ed identitari alle elezioni europee di giugno, che potrebbe portare ad uno spostamento verso destra della Commissione,  può rappresentare l’ultima spiaggia per preservare l’identità europea dalle follie del pensiero unico?

L’affermazione di quei partiti che hai citato e il conseguente spostamento verso destra della Commissione europea potrebbero portare a fare dei passi indietro sulle scelte ideologiche compiute in ambito ambientale e ricondurle alla volontà di tutelare l’economia del Vecchio Continente. Ma per salvare l’occidente dal regime del pensiero unico occorre anche un cambiamento nella guida degli USA, dal momento che il mondo anglosassone è maggiormente esposto al pensiero unico. Dunque le elezioni americane rappresentano un evento importante per dare un segnale contro le dittature ideologiche.

Ma oltre la politica, occorre anche un cambio di direzione nella società, dunque è necessario sensibilizzare i cittadini contro le conseguenze negative del politicamente corretto, specialmente nei luoghi di istruzione, che fino ad ora hanno plasmato i più giovani secondo le direttive del regime ideologico.