Abbonati alla rivista

Nazione Futura Rivista

Abbonati alla rivista

MSC compra il quotidiano Secolo XIX, storica testata ligure, dal gruppo Gedi, al cui vertice dal 2019 siede direttamente John Elkann. Ben pochi giornali hanno dedicato spazio a questo argomento, nonostante la protesta della redazione del Secolo XIX, vittima di continui tagli del personale.

In queste ultime settimane si è sentito spesso parlare delle presunte trattative in corso tra Eni e Antonio Angelucci per l’acquisto da parte di quest’ultimo dell’agenzia di stampa AGI, Agenzia Generale Italia. La sinistra ci ha montato sopra l’ennesimo caso mediatico, attaccando la Meloni – come se c’entrasse sempre il premier – e parlando di rischi per il giornalismo, per la libertà di stampa e così via… le solite lamentele senza fondamenti.

Tutti i giornali di sinistra erano lì ad accusare ENI, Angelucci e anche Mario Sechi, ex direttore di AGI (oggi a Libero), accusato di essere il trait d’union di questa trattativa. Peccato che al medesimo tempo una testata giornalistica, di certo non vicino al governo, stava vendendo, dopo anni di indiscrimati tagli, una delle sue testate giornalistiche. Solo i giornalisti del quotidiano genovese hanno alzato la voce, chiedendo chiarezza sul futuro della testata, garanzia dei loro posti di lavoro e dello stesso futuro dell’azienda, che oggi gli volta le spalle. 

La cessione de Il Secolo XIX – secondo quanto denunciato dal comunicato stampa – non è stata trasparente nei confronti dei membri della redazione, minando ulteriormente il rapporto di fiducia con i giornalisti, che già negli anni precedenti hanno subito momenti di incertezza e instabilità del gruppo editoriale degli Elkann. 

A 140 anni dalla sua prima pubblicazione, il pilastro della comunicazione genovese si appella ai sindacati Slc Cgil e Fistel Cis, che avviano le due diligence. Solidarietà è stata mostrata anche da parte dell’Ordine dei giornalisti della Liguria, subito schierato insieme ai colleghi della categoria.

Dal 2020 si denunciano delle vere e proprie azioni di smantellamento, che hanno visto nei tagli all’editoria l’unica operazione prevista dalla nuova gestione Gedi, dal quale il gruppo redazionale prende le distanze: “A dispetto delle rassicurazioni di John Elkann e dell’ad Scanavino, l’obiettivo sembra insomma solo uno: fare cassa”. 

In attesa di conoscere le nuove operazioni di rilancio da parte del nuovo acquirente, quindi il gruppo Msc, risultano fondate le preoccupazioni che i contratti e le occupazioni possano non essere rispettati. Affinché ciò non accada, le rappresentanze sindacali si mobilitano. “Le scriventi organizzazioni sindacali richiedono da subito un incontro allo scopo di conoscere quanto prima i dettagli dell’operazione, avvertendo che in mancanza di riscontri certi, saranno costrette ad intraprendere ogni azione necessaria per la tutela del futuro occupazionale dei lavoratori” questo è quanto è scritto (in parte) nel comunicato delle associazioni a tutela dei giornalisti.