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Il Consiglio dei ministri ha emanato un decreto legislativo concernente l’ introduzione di test psicoattitudinali per coloro i quali intendono entrare in magistratura. La motivazione, come affermato dal ministro della Giustizia Nordio, è quella di avere pm e giudici in grado di svolgere la loro delicata funzione in modo equilibrato, senza pregiudizi di sorta poiché avranno a che fare con la vita delle persone, come già avviene per il personale delle forze dell’ordine e i medici.

I giudici, in particolare, hanno il potere di togliere la libertà se condannano chi commette reati e in questo ambito debbono essere particolarmente attenti nell’emettere sentenze. I test psicoattitudinali saranno preparati da docenti universitari specialisti in questo tipo di valutazione e saranno gestiti dal governo come anche dal Csm, il Consiglio superiore della magistratura.

A questo decreto l’Associazione Nazionale Magistrati ha subito dato un giudizio negativo, sostenendo che il governo vuole controllare i giudici. Nulla di tutto ciò, come anche detto dal ministro dato che non si vuole minare l’autonomia della magistratura così come – si auspica – la stessa non deve interferire
nell’attività parlamentare e in quella dell’esecutivo qualsiasi esso sia.

In conclusione c’è da dire, però, che ogni volta che un governo (pensiamo ai tentativi dei governi Berlusconi) tenta di riformare la giustizia, qualche magistrato metterà i bastoni fra le ruote con l’obiettivo di mantenere i propri privilegi.