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La notizia che ormai conosciamo tutti e di cui ogni giornale ha ampiamente parlato è che ieri il tribunale di Budapest ha respinto la richiesta dei domiciliari presentata dai legali di Ilaria Salis per quest’ultima. 

Oggi il mondo degli intellettuali di sinistra si infervora quindi contro il governo e la premier Meloni per aver permesso che la 39enne accusata di aver aggredito due esponenti di estrema destra, rimanesse in cella, e i giornali dello stesso colore politico recitano frasi come: “Meloni abbandona la Salis al castigo di Orban” , “responsabilità del governo”. 

E allora noi non possiamo che domandarci che fine abbia fatto quella sinistra sostenitrice della pura e netta separazione dei poteri, quella sinistra sostenitrice dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura. Il principio funziona solo quando ad essere imputati sono personaggi politici di destra? 

Come al solito vale la regola dei ‘due pesi e due misure’ secondo la quale magicamente oggi la responsabilità grava sulla Meloni e sul suo mancato intervento alle decisioni dei magistrati ungheresi che fino a ieri invece erano autonomi ed indipendenti da ogni altro potere. 

Insomma la solita coerenza a senso unico di questa sinistra ‘progressista’ che, come nelle migliori magie illusioniste, tira fuori dal cilindro come candidata per le vicine europee proprio l’imputata autarchica ed ora eroina Ilaria Salis.