Abbonati alla rivista

Nazione Futura Rivista

Abbonati alla rivista

La tensione in Medio-Oriente sta pericolosamente salendo di ora in ora. L’ultima notizia è il raid sferrato da Israele, che non ha per ora confermato la responsabilità dell’attacco su Damasco che ha colpito in pieno il consolato iraniano. Tra le vittime del presunto attacco israeliano, ci sono vittime principalmente iraniane, tra cui il Generale Mohammad Reza Zahedi, personalità estremamente significativa per l’Iran.

Zahedi, infatti, è il leader più anziano del Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche iraniane (Irgs); figura di spicco nella Forza Quds d’élite, l’unità specializzata nell’intelligence militare all’estero. Comandante di circa quattromila (soldati) pasdaran iraniani (le Guardie rivoluzionarie iraniane o Guardiani, che compongono la forza militare più potente dell’Iran, al completo servizio degli ayatollah), Reza Zahedi era il personaggio che fungeva da collante tra l’Iran ed Hezbollah, permettendo al movimento paramilitare libanese di ricevere periodicamente forniture di armi.

Un’operazione militare, dunque, che però rischia di innescare la vendetta degli ayatollah: “La risposta sarà dura”, ha dichiarato l’ambasciatore iraniano in Siria Hossein Akbari. Condanna che proviene anche dalla Russia, il Ministro degli Esteri russo Lavrov ha infatti affermato: “Condanniamo fermamente questo attacco inaccettabile contro la missione consolare iraniana in Siria”, attribuendo piena responsabilità del raid ad Israele. Nel frattempi gli USA si dichiarano totalmente estranei alla vicenda.

Un attacco estremamente rischioso quello attuato da parte di Israele, che rischia (senza paura) una ritorsione da parte del regime degli ayatollah ancor più dura, correndo il rischio, ahinoi sempre più concreto, di far estendere a macchia d’olio un conflitto che, assieme a quello russo-ucraino, fa presagire ad uno scenario geopolitico tragicamente pericoloso.