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A Pioltello una scuola viene chiusa per rispettare il Ramadan e la cultura islamica, a Pesaro Urbino un preside ha vietato le benedizioni pre-pasquali nella classi, a Londra le strade sono ricoperte di luci che recitano “Happy Ramadan” durante il fine settimana di Pasqua. E questi sono solo alcuni degli esempi più emblematici di queste settimane pre-festive.

È quindi questa l’integrazione tanto osannata ed auspicata da una certa visione progressista e di sinistra? Quella che sostituisce, e non integra, le nostre radici occidentali e tradizioni giudaico-cristiane con quelle di un’altra religione, che per di più è la più sanguinaria della storia dell’uomo. Dov’è finito il concetto di laicità urlato e preteso per lo Stato e la scuola italiane? Anche per questo il principio si applica solo a senso unico? Cioè unicamente nei confronti della religione cristiana per attaccare conservatori e tradizionalisti?

La scuola deve essere laica solo quando si tratta di cristianità e di crocifissi nelle classi, ma non quando a pretendere rispetto sono le tradizioni di religione islamica che nulla hanno a che vedere con le nostre. Come si è passati da tale laicismo nato in nome di una integrazione universale ad una vera e propria sostituzione del diritto culturale e religioso?

Chiudere una scuola per il Ramadan e vietare il precetto pasquale in un’altra non è inclusione, ma sostituzione etnico-religiosa e sempre più sottomissione culturale.