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Oltre ventidue nazioni e duecentocinquanta partecipanti tra delegati, relatori, politici ed intellettuali del Vecchio Continente (e non solo) hanno reso Nicosia la capitale europea del conservatorismo per tre giorni di confronto e panel incentrati su sicurezza, energia, geopolitica ed il futuro dei conservatori europei.

L’ECR suggella il successo della Culture Week-End di Cipro celebrando l’ingresso nel partito dei conservatori nazionalisti dell’ELAM, in forte crescita nei sondaggi e prossimi all’elezione di almeno un europarlamentare nella prossima legislatura. Sul palco dell’Hilton Hotel di Nicosia il segretario del Partito europeo ed organizzatore dell’evento Antonio Giordano ha ricordato l’importanza strategica di Cipro e la sua storia millenaria a cavallo tra echi veneziani ed ellenici, prima dell’invasione del 1974 che ne ha
irrimediabilmente minato l’unicità e l’integrità, consegnando alla storia la Repubblica di Cipro del Nord, riconosciuta solo dal regime di Erdogan.

Nei panel organizzati dal partito dei leoni europei ampio spazio alla cultura conservatrice e delle identità con la breve lectio di Hanne Gissurason (Professore emerito di Scienze Politiche islandese) e l’intervento del Senatore di Fratelli D’Italia Roberto Menia, fino alle strategie di approvvigionamento energico con gli interventi di Nicola Procaccini (co-capo dell’Ecr al Parlamento europeo), Lord Callanan (sottosegretario di stato per l’Energia del governo Sunak), Malgosia Bartosik (Ceo di WindEurope, Polonia), Olga Bogdanova
(Segretario di Stato al Ministero delle finanze e Presidente del World Energy council, Lettonia), Vojtěch Munzar (deputato del parlamento ceco), Mauro Rotelli (parlamentare di FDI) e Marios Panayides (segretario del Ministro per l’energia cipriota).

Moderate dalla senatrice Lavinia Mennuni (FDI) si sono susseguite ampie riflessioni sulla geopolitica del mediterraneo ed i tumulti dello scacchiere geopolitico con Pavel Žáček (Membro del parlamento ceco e chairman del comitato sulla sicurezza), Linos Papagiannis (deputato di ELAM), Adela Mirza (leader di “RIght Alternative” Romania), Raz Granot (Israel Export Institute) e Sotiris Ioannoun (deputato cipriota dell’ELAM).

Grande attesa, infine, per la delegazione governativa e di vertice italiana che, moderata dalla deputata Lucaselli, ha raccontato alla platea le sfide geopolitiche del governo italiano e le prospettive di un’Europa conservatrice con Carlo Fidanza (capodelegazione di FDI al parlamento europeo), Luca Ciriani (Ministro per i rapporti con il Parlamento), Antonio Giordano (deputato FDI e segretario dell’Ecr Party), Isabella Rauti (Sottosegretario al Ministero della Difesa) e Christos Christou (parlamentare cipriota e dal 2008 leader dell’ELAM). Il culture week-end dell’ECR a Cipro è stata occasione di analisi culturali e politiche di grande spessore, tra sicurezza e intelligence, approvvigionamenti energetici e transizioni economiche.

La scelta di Cipro, crocevia di popoli e culture e porta d’oriente nel Mediterraneo, è l’ennesima dimostrazione dell’attenzione che i conservatori europei dedicano agli snodi geopolitici più caldi dello scacchiere. L’isola dove secondo il mito nacque la Dea Afrodite, divisa dal 1974 in due parti (una ortodossa e filogreca e l’altra occupata dalla popolazione turco-cipriota e fortemente in ascesa grazie all’immigrazione massiccia dall’Asia Minore) porta con sé una storia secolare ed epopea di intenso fatalismo.

La “green line” ed il filo spinato tra strade spettrali e pattugliate dai caschi blu dell’ONU sono l’immagine emblematica di un’identità fiera spezzata e stritolata dal giogo delle grandi potenze ma che oggi rivendica con fierezza la sua predominanza nel cuore del Mediterraneo.