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PIAZZA DIAZ CORTEO PRO PALESTINA ORGANIZZATA DAL TAVOLO DI COORDINAMENTO NO G7 MANIFESTANTI BANDIERE

Continua e non intende fermarsi la richiesta di maggiore inclusività nei confronti della religione islamica.

Dopo la circolare che chiedeva agli studenti e ai docenti di rispettare il digiuno degli studenti islamici, passando poi per la decisione di un altro preside di chiudere la scuola, ecco che l’associazione degli studenti islamici del politecnico di Milano ha preso la palla al balzo, chiedendo ufficialmente che tutte le scuole del paese siano chiuse per la festa di fine Ramadan. Come sempre, richieste pretestuose e alquanto fuori luogo soprattutto perché queste richieste andrebbero discusse in anticipo e non fatte durante l’anno scolastico per usarle magari come scuse per farsi qualche giorno in più di vacanza.

Alcune parti del comunicato meritano attenzione: “Promuovere la sospensione delle lezioni in queste occasioni non solo favorisce la coesione sociale, ma anche il rispetto reciproco e la comprensione interculturale, pilastri fondamentali di una società democratica e pluralista”. Andando avanti nel comunicato, si legge “sarebbe una richiesta sensata, e se arrivasse anche dagli studenti di altri atenei sarebbe ancora meglio.”

Sembra quasi un comunicato politico, fatto di parole vuote e francamente non sempre vere e ad uso propagandistico. La coesione sociale è sempre difficile tra culture diverse, e questo lo riconosciamo e lo sappiamo benissimo, ma additare che in Italia non ci sia abbastanza coesione dopo tutto quello che nei decenni si è fatto è alquanto futile. Il rispetto reciproco come italiani è alla base della nostra cultura, e come testimoniano i fatti anche gravi di questi ultimi anni, il rispetto dovrebbero darlo loro verso di noi,
rispettando in primis le nostre leggi ma ancora prima la popolazione italiana, ed inoltre la nostra cultura e religione.

La convivenza tra popolazioni diverse e religioni è alla base dello stato repubblicano italiano. La nostra storia è fatta non solo di emigrazione ma anche di accoglienza verso gli altri, ed avendo nel nostro territorio, la presenza e l’influenza cristiana, la concezione dell’accoglienza del prossimo è uno dei capisaldi della nostra società. L’insofferenza sempre più diffusa degli ultimi anni è data dalle colpe sia della politica, che non ha saputo dare un indirizzo, ma soprattutto dalla voglia di integrarsi che, chi viene
accolto, non sempre possiede. Chiedere rispetto prima di darlo è inutile e dannoso se sivuole davvero vivere in pace in una società plurale.