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ELLY SCHLEIN SEGRETARIO PD NAZIONALE

E’ ormai nota la comicità che, specialmente negli ultimi tempi, caratterizza il Partito Democratico, e anche questo inizio settimana siamo stati deliziati dall’ennesima trovata dei DEM: un Codice di autoregolamentazione per i candidati del Pd.

Dopo i recentissimi scandali provenienti da Bari, dove gli inquirenti avrebbero rivelato un sistema di voto di scambio, e dalla Regione Piemonte, a soli due mesi dalle elezioni europee il partito della Schlein cerca di correre al riparo redando un “codice etico” di autoregolamentazione per i candidati alle elezioni.

Il suddetto codice è stato redatto dal commissario dem per la Campania Antonio Misiani e dai segretari provinciali del partito.

Misiani ha dichiarato :”Queste regole rigide che intendiamo applicare ora in Campania a tutti i candidati delle prossime amministrative e che in parte erano già state sperimentate per le comunali a Napoli, potranno essere estese in ogni luogo dove potrebbe rendersi necessario”. 

Il codice appare come un modulo da dover compilare e inviare al fine di attenersi e assicurare determinate condizioni di trasparenza, come, per esempio, l’invio del proprio casellario giudiziario e il certificato penale.

Peccato, però, che un codice già esistesse e che questa notizia abbia creato gli ennesimi dissapori all’interno del Pd. “Il casellario giudiziario l’abbiamo sempre presentato e il codice esiste dal 2008, le cartuscelle piacciono assai, la questione è organizzativa e politica” ha dichiarato la Picierno.

Dunque, si presume che le nuove procedure non garantiranno quel rigore etico che il Pd pensa di ottenere, rigore che, nel corso degli ultimi sedici anni, guardando anche gli ultimi avvenimenti, hanno faticato a mantenere, fallendo miseramente, insegnando loro che, spesso, quel ditino che i radical-dem puntano verso gli altri, dovrebbero abbassarlo.